19 ottobre 2011

Il giro della Tofana di Rozes (3)

 

Qui la prima parte. Qui la seconda.

Sono in Val Travenanzes lungo il suo fianco destro e sto risalendo verso il Falzarego.

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Il sentiero che sto percorrendo si snoda ancora in mezzo alle rocce ma tra poco, dovrei trovare un bel posto prativo per mangiare.

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Al mio fianco la parete di roccia è a tratti nerissima. Non sono abituato a questo colore. Qui sulle dolomiti è quasi sempre tutto bianco.

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Ecco un bel posticino per pranzare. Molto scenografico, direi.

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Il panorama che ho davanti agli occhi mentre sazio la mia fame, è questo. Inutile dire che c'è un silenzio e una pace assoluta.

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Oggi la cucina non offre moltissimo: Pane casereccio, tonno, beveraggio e un Ritter allo yogurt. Mi son dimenticato a casa la mela! E non ho neppure il mio solito krapfen. Vabbè.

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Dopo circa 15 minuti, riparto. Ed è una mazzata. Nel senso che la valle è da risalire e pensavo di trovare un terreno meno in pendenza di questo. Ma anche la pausa del pranzo mi ha un po' ammosciato. Sta di fatto che faccio fatica.

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Passo di fianco all'attacco della Ferrata che avrei potuto fare come alternativa di percorso. Guardate cos'è! Una serie di pioli di ferro, piantati nella roccia, che salgono molte decine di metri in verticale.

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Vado ancora avanti. Questa valle si sta rivelando interminabile. E poi non è neanche molto scenografica. Io devo arrivare là in fondo, dove la valle scollina sulla piana di Falzarego. Mi ci vorrà sicuramente ancora più di un'ora.

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Visto che la valle non offre tantissimo fotograficamente parlando, cerco spunti a livello del terreno.

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Dietro di me la Tofana di Mezzo spicca nel cielo blu.

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Ci siamo quasi. Ecco comparire alla mia sinistra, il famoso Castelletto, posto ai piedi della parete sud della Tofana di Rozes.

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Sulla mia destra invece, le cime spettacolari del Lagazuoi. Proprio il lato destro della val Travenanzes segna il confine tra il Trentino e il Veneto.

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Ecco il Castelletto ancora più da vicino. Sono quasi fuori dalla Val Travenanzes.

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Eccomi arrivato. Ora si tratta di scendere e dirigersi verso l'auto. Sono le 15.54 e tra circa due ore, inizia la fase del tramonto. Per quel momento, dovrò già essere appostato per fotografare la Tofana, che ora è praticamente invisibile ai miei occhi, essendone io proprio a ridosso.

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Guardo verso sud. Che meraviglia! Vedo il Cinque torri (al centro in basso) illuminato molto meglio di questa mattina. Ma anche il fantastico gruppo della Croda da Lago è pazzesco (tutto sulla sinistra). Prossimamente mi son ripromesso di dedicare a quelle guglie una giornata fotografica tutta per loro.

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Ancora più bella quest'immagine.

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Ecco la Croda da lago più da vicino.

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Di fianco a lei, i lastoni di Formin (lo scivolone che piega verso sinistra) e qui in primo piano il piccolissimo gruppo Cinque torri. Dietro, in fondo, il Pelmo.

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Sulla mia sinistra compare la conca d'Ampezzo, con i Sorapiss e là in fondo l'Antelao. Nascosta dal bosco, là sotto c'è Cortina.

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Un bellissimo panorama della zona antistante la Tofana di Rozes (ingrandibile). Sono visibili da sinistra verso destra: L'Antelao, la Croda da Lago, i Lastoni di Formin, il Cinque Torri, il Nuvolao e l'Averau.

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Scendo velocemente verso l'auto.

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La Tofana comincia nuovamente a mostrarsi per bene.

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Non c'è niente da fare. Il sole di taglio in fase tramonto è uno dei momenti più belli della giornata in montagna. Consiglio a tutti di finire le vostre escursioni il più tardi possibile, proprio per godere di questi momenti magici, in cui si creano ambientazioni e luci uniche. E' consigliabile però avvicinarsi il più possibile alla propria auto per non girovagare al buio nel tornare indietro, potrebbe diventare anche pericoloso.

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Da qui in avanti cercherò di sperimentare un po' con la digitale. L'ora del tramonto si avvicina, ma non c'è ancora la colorazione tipica che tinge tutto sui toni del rosso-giallo. Però, grazie ai settaggi del bilanciamento del bianco e del controllo dei tempi, siamo in grado di scattare già ora immagini molto suggestive. Tipo questa:

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E' il magnifico Cinque torri tra i larici ingialliti. Per questa foto ho utilizzato il polarizzatore neutro circolare, e ho scattato in manuale sottoesponendo abbastanza. Determinante è l'impostazione del bilanciamento del bianco che va tarato sui colori arancio caldi.

Ecco i parametri usati in questo scatto:
Modalità di scatto: manuale
Velocità otturatore: 1/350
Apertura: f/5,6
ISO: 200
Compensazione esposizione:  -0,5
Lunghezza focale: 105,0
Bilanciamento del bianco: 10.000 K
Temperatura A-B A6  G-M  0

Per quest'ultimo parametro, ecco come si controlla la temperatura colore sulla D90. Immagino che ogni digitale semi-professionale abbia una griglia simile. Osservate dov'è posizionato il quadratino nero: spostato tutto sulla destra a metà strada tra il giallo e il rosso.

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Bene o male stesse impostazioni anche per questi altri scatti che ho fatto sempre dalla stessa posizione. Raffigurano la Croda da lago.

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Anche la Tofana viene fotografata con la medesima taratura. Tutto si tinge con le note calde del sole e i colori esplodono creando immagini dal sapore leggermente retrò.

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Qui invece, ho spinto sui tempi cortissimi.

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Modalità di scatto: manuale
Velocità otturatore: 1/2000
Apertura: f/5,3
ISO: 200
Compensazione esposizione:  -0,5
Lunghezza focale: 80,0
Bilanciamento del bianco: 10.000 K
Temperatura A-B A6  G-M  0
Polarizzatore neutro circolare

In queste immagini i cieli diventano quasi neri e a predominare sono i rossi delle rocce.

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Mantengo queste impostazioni e mi rituffo nel tratto di bosco finale prima del parcheggio dove ho l'auto.

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Lascio le cose che non mi servono in macchina e riparto. Devo risalire il versante opposto della valle, verso l'Averau. Solo così avrò una inquadratura ottimale sulla Tofana. Ecco la Tofana di Rozes (destra)  e il Col dei Bos (sinistra) ammantati dal sole.

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Modalità di scatto: manuale
Velocità otturatore: 1/1500
Apertura: f/4,8
ISO: 200
Compensazione esposizione:  -0,5
Lunghezza focale: 18,0
Bilanciamento del bianco: 10.000 K
Temperatura A-B A6  G-M  0
Polarizzatore neutro circolare

Altro esperimento che faccio, sono gli scatti monocromatici, generati direttamente in macchina. Ecco alcuni esempi.

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Ecco il settaggio sulla D90. Oltre il bianco e nero, è possibile virare gli scatti verso tanti altri colori.

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Sicuramente però, il colore coinvolge emotivamente di più!

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Inizio a salire rapidamente per l'unico sentiero disponibile davanti a me. E' l'alta via delle Dolomiti n. 1. Sono le 17.10, devo fare in fretta.

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Queste foto, ci tengo a sottolinearlo, non hanno subito neppure un minimo trattamento in post-produzione. Insomma, Photoshop non l'hanno manco visto.

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Salgo, salgo e la Tofana diventa sempre più visibile, anche se momentaneamente alcuni larici mi ostruiscono la vista.

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I parametri per questo scatto.

Modalità di scatto: manuale
Velocità otturatore: 1/1500
Apertura: f/4,8
ISO: 200
Compensazione esposizione:  -0,5
Lunghezza focale: 26,0
Bilanciamento del bianco: 10.000 K
Temperatura A-B A6  G-M  0
Polarizzatore neutro circolare

Tutte le foto sono scattare sottoesponendo di almeno uno step, e arrivando ad un massimo di 3. Inoltre ho la compensazione dell'esposizione a -0,5. 
La croce della Tofana di Rozes.

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Salgo ancora.

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L'inquadratura che voglio è grosso modo proprio questa. E pensare che questa mattina ero proprio lì sotto a passeggiare...

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Posso vedere il lato sud e quello ovest, sicuramente i due lati più interessati dal sole. Non tutte le montagne sono disposte in questo modo e quindi non sempre è possibile cogliere il tramonto su esse. Ormai sono abbastanza in alto per poter vedere tutto ciò che mi interessa: Lagazuoi, Col dei Bos e Tofana di Rozes.

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La mia posizione è più che ragionata. Infatti da qui vedo anche il tramonto sul Cinque Torri. E quando scatto la prima immagine siamo già a questo punto.

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Il massimo sarebbe stato poter vedere anche la Croda da lago, ma sono troppo in basso. Ecco la Tofana dalla mia postazione fissa. Anche questo scatto è fatto con molti parametri della digitale alterati rispetto ad uno scatto tradizionale.

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Per comparazione e per curiosità, ho settato la D90 con i parametri base: bilanciamento del bianco automatico, tempi automatici, compensazione non modificata, ecc.. e lo scatto che ne è venuto fuori è stato questo:

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Ora capite quanta differenza può fare saper maneggiare la digitale in modo accurato e capire come reagisce ai nostri cambiamenti parametrici. I tramonti montani, dal mio punto di vista, hanno bisogno di forza, colore ed energia. Devono essere dirompenti e saturi, devono prendere a sberle chi li osserva. Mi piacciono le foto con carattere. Altro esempio. Osservate quanto conti sottoesporre un panorama montano. Qui sotto vedete uno scatto "normale", dove però abbiamo zone leggermente bruciate (sulla parete di roccia) e zone di cielo e di bosco un po' slavate.

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Ecco la stessa inquadratura con una bella sottoesposizione. Ok, ci sono zone molto scure, quasi nere, ma a parte il fatto che a me piacciono così, si possono eventualmente correggere con Photoshop con risultati sicuramente migliori di quelli ottenuti scurendo la foto sopra.

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I minuti passano, e il Cinque Torri sta lentamente per essere immerso dal buio.

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nello stesso momento tengo d'occhio anche la Tofana.

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Là in fondo la conca ampezzana. Si vede il Cristallo sulla sinistra.

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Scatto ogni 5 minuti circa.

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Ormai il sole lambisce la fine del ghiaione sotto la Tofana. Sono le 17.55.

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Magnifica e suggestiva immagine sul Gruppo Cinque Torri.

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E questa è l'ultima che scatto, prima di ricominciare a scendere.

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Mi rimane ancora lei come soggetto principale. Il sentiero mi permette di vederla ancora per intero tra un albero e l'altro.

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La cima infuocata.

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Fortunatamente ci si vede ancora bene a scendere. In ogni caso ero attrezzato con la lampada frontale. Non si sa mai.

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Scatto ancora.

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Arrivo sulla strada del passo. Un piccolo ruscello mi da la possibilità di fare un ultimo bello scatto.

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mentre risalgo in auto, la Tofana mi saluta così.

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Sono stanco ma felice. In auto, prima di partire, la mia testa scorre tutte le foto e i bei momenti passati durante la giornata. Alla fin fine ho percorso oltre 16 km. Ecco il tragitto visto da più angolazioni. Circondato di verde, il gruppo Cinque torri.

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In questa inquadratura si vede Cortina sulla sinistra. Circondati in verde, Croda da lago e Cinque Torri. In rosso, tutto il mio percorso giornaliero attorno alla Tofana di Rozes.

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Altra inquadratura verso ovest.

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L'altimetria del percorso:


Itinerario ciclabile 1303215 - powered by Wandermap

Spero vi sia piaciuta questa lunga escursione. Condividere con voi queste mie esperienze mi piace sempre tanto. Lo scopo è sempre doppio: farvi vedere attraverso le mie foto, luoghi bellissimi che forse mai vedrete dal vivo. E raccontarvi con che spirito e in che modo affronto queste escursioni in montagna. Alla prossima!

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9 commenti:

Stefano T ha detto...

Complimenti veramente, sia per l'escursione che per gli scatti effettuati.
Sui tramonti la dominante "calda" non stona per niente, enfatizza il concetto dell'autunno e del colore dei boschi, spaventosamente bello.
Una sola domanda. A pochi passi da casa hai il massiccio del Catinaccio ed il Latemar. Al momento del tramonto quale dolomite vira maggiormente verso il rosa?
Inoltre: effettui quasi tutte le escursioni da solo. E' una scelta dettata dalla libertà di tempi che ti vuoi prendere sia per camminare che per fotografare o c'è altro?
Se sono motivazioni personali mi scuso preventivamente per le domande indelicate.
Stefano

Momo ha detto...

Stefano, grazie infinite per i complimenti! Passiamo alle tue domande. Nel post accennavo all'esposizione dei vari gruppi dolomitici al tramonto in modo più o meno marcato. In questo senso il Catinaccio è messo decisamente meglio e quindi risulta moooolto più fotografabile. Come colorazione direi che si equivalgono. Forse è maggiore il Catinaccio, perchè ha più superficie rocciosa.
Per la seconda domanda... fare le escursioni da solo non è una mia scelta. Trovare qualcuno che stia al tuo passo, che abbia voglia di stare fuori magari tutto il giorno, e magari sparandosi 20 km di saliscendi, non è semplice. Dall'altro lato, c'è da dire che uscire in solitaria ti permette di stare molto più concentrato su ciò che fai, sia dal punto di vista fotografico che escursionistico. E poi nessuno ti corre dietro. Puoi prenderti i tuoi tempi e se desideri appostarti in un determinato posto per 40 minuti per immortalare un capriolo, nessuno potrà dirti: andiamo?? :-)

Anonimo ha detto...

momo??!!! che dire ancora !?

grandissimo post questo

bravo e grazie di renderci partecipi alle tue uscite attraverso le tue foto
massimo bdg

Stefano T ha detto...

Grazie Momo per la risposta esauriente e chiarissima.
Quest'estate ho fatto con i bambini il sentiero che da Ega conduce al Lago di Carezza e ci sono degli scorci verso il Catinaccio meravigliosi con boschi immensi, che in qeusto periodo dovrebbero avere un colore meraviglioso. Pensavo di fare una capatina prima dell'inverno vero e proprio ma temo che le condizioni meteo a breve muteranno velocemente.
Ora vedo nell'agenda quando "salire" incrociando agenda e previsioni meteo.
Fotografo anch'io caprioli e altri simpatici brucatori e capisco perfettamente cosa significhi stare fermi per "tot" tempo aspettando un animale, avendo qualcuno al seguito.
(S)fortunatamente ora qui verso l'appennino bolognese-modenese abbiamo talmente tanti caprioli che ora non si fa più tanta fatica a fotografarli. Dico "sfortuntamente" perchè molte colture stanno soffrendo la presenza di questo brucatore selettivo. Tornando a noi... grazie ancora per la risposta e BRAVO veramente. Stefano

Stnd ha detto...

Come sempre le tue foto sono spaventosamente belle. Leggendo le tue spiegazioni sui settari della macchina mi sento una "mendacia fotografica".

P.S.: ovviamente passo spessissimo da qui anche se non commento. Voi 4 siete sempre nei miei "pensieri"...

Nik ha detto...

I tramonti montani, dal mio punto di vista, hanno bisogno di forza, colore ed energia. Devono essere dirompenti e saturi, devono prendere a sberle chi li osserva.

Sono d'accordo, ma fare apparire una scena al tramonto quando è ancora giorno mi sembra insensato!
Questo è un bel tramonto! :)
http://www.flickr.com/photos/19814009@N00/351513890/in/photostream

Momo ha detto...

Massimo, grazie mille! Una faticaccia scrivere e spiegare tutto. Però vedo che ne vale sempre la pena. :-)

Stefano, Non sono mai stato da quel lato del Latemar. Devo farci una capatina. Da noi i caprioli non sono così abbondanti come da voi. Si vedono anche in paese ma non spesso.

Stnd, hehe, ma dai che provando e riprovando tutti ci riescono ad ottenere risultati soddisfacenti. Grazie dei tuoi pensieri!

Nik, fondamentalmente hai ragione. Non è bello forzare le situazioni. Però io forzo solo alcune situazioni e solo quando ci sono i presupposti. In fondo ho iniziato a variare il bilanciamento del bianco solo un'ora prima del tramonto. L'importante è che il risultato sia piacevole e naturale. la foto che mi hai linkato è un avvenimento più unico che raro. Lì ho avuto veramente tanta fortuna. E in quelle situazioni so riconoscere che non serve variare il bilanciamento del bianco. Però anche in quello scatto, la sottoesposizione era marcata.

Oscar ha detto...

Ho visto le immagini ed ho letto il tuo commento. Molto bravo e grandissimo impegno sia per l'escursione, davvero impegnativa, che aver "steso" cosi' bene l'articolo. Ciao

Serena Castagnola ha detto...

ma è un paradiso!
e bellissime foto naturalmente :)

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