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28 agosto 2012

Moquette a peso d'oro

DSC 4111

Sabato scorso sono stato in un negozio specializzato in pavimenti qui vicino. Volevo acquistare un pezzo di moquette da poter utilizzare come tappetone unico per coprire il pavimento della cameretta della piccola Avril per qualche tempo, diciamo due annetti. Dopo averla liberata dalla mia scrivania nei giorni scorsi, e aver steso un piccolo tappeto Disney acquistato l'anno scorso, volevo creare una "zona gioco" morbida e sicura sufficientemente grande per le scorribande della piccolina. L'idea non mi sembrava male in alternativa ai costosi tappeti in commercio, perlomeno quelli belli sofficiosi che piacciono a me.  E voi direte: ma come, con quel bel pavimento in parquet di larice sbiancato, ti metti a ricoprirlo? Eh, il fatto è che negli anni scorsi, per colpa di una sedia da ufficio con rotelle (ma perché cavolo non le fanno di gomma anziché di plastica???) ho rovinato una zona circoscritta del pavimento, in cui si sono spezzate le delicate venature del larice proprio a causa della pressione delle ruote della sedia. Ora sono presenti delle micro schegge di legno pronte ad infilzarsi nei piedi e nelle mani del malcapitati di turno. Ogni volta che passo lo straccio dei pavimenti peggioro la cosa, perché il tessuto si impiglia nelle micro schegge. Ci vorrebbe un intervento di un parquettista ma ora non ci sono le finanze per farlo. Quindi mi ero buttato sull'idea della moquette. Ho pensato: "Con 90-120 euro, me la dovrei cavare". Vado in negozio e mi propongono questa bella fantasia (il colore non è proprio questo, è più porpora). 

Foto 1

La moquette era morbida e semplice da pulire, inoltre penso che siccome non devo farla posare, risparmierò ulteriormente. Arrivati in magazzino scopro che è rimasto un pezzo di scarto grosso quanto basta. Evviva, questa è veramente fortuna! Poi la scoperta più amara: per un pezzo di moquette 240x330 cm mi han chiesto 308 euro! Si son tenuti la moquette. Mi sa che andrò all'Ikea a visitare il reparto tappeti. 

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16 ottobre 2010

Una botta di colore in cucina

La mia cucina mi è sempre piaciuta molto ma ogni volta che la osservavo c'era qualcosa che cromaticamente non quadrava. Un giorno ho capito: il muro bianco non faceva risaltare il caldo pannoso dei mobili. Da qui la decisione di contrastare il colore della mobilia con uno sicuramente più scuro e della stessa tonalità.
Dopo svariate prove fatte con un prodotto uguale a quello che avevo usato nella camera da letto e nel bagno grande ho finalmente trovato la tonalità che cercavo: calda, vellutata e accogliente.
Ed ecco il risultato.
Per accentuare ancora di più lo stile Country inglese ho aggiunto degli stencil e una scritta in inglese (grazie a Moky per la consulenza) che corre lungo l'arco che divide la cucina dal soggiorno.
Per farla ho impiegato una ventina di ore di lavoro. Ho prima composto la scritta con il mac, poi ho stampato la frase su dei fogli A4 e li ho uniti tutti assieme, ho attaccato una carta carbone dietro la striscia di carta ottenuta e l'ho centrata sull'arco fissandola con dello scotch di carta. A quel punto sono andato di ricalco.
Finito di fare la traccia, ho preso lo stesso colore delle nuove pareti della cucina e con un pennello finissimo ho iniziato a riempire le lettere.
Immaginatevi cosa vuol dire lavorare in quel posto, arrampicato sopra la scala, con la forza di gravità che fa scendere il colore verso il basso e la scomodità di non avere un piano d'appoggio dritto dove fare perno con il polso per dare pennellate precise.
Oltretutto ho scelto un carattere perfetto per lo stile inglese, ma maledettamente difficile da fare a mano. In quelle ore ho pensato tanto a Michelangelo e alla sua Cappella Sistina, che aveva soffitti alti 20 metri. Poveraccio, come avrà fatto a resistere in quelle posizioni per tutto quel tempo?
E questi sono gli stencil sopra la boiserie.
La Bubina ha approvato pienamente il cambio di tonalità.
(TPP) 25 minuti.
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14 maggio 2008

House construction (18). Speciale garden.

Questa è l'ultima puntata di House construction Speciale Garden. Qui si conclude il lungo viaggio che vi ha portato alla scoperta della nascita di una casa, dalle sue fondamenta alle più piccole finiture, per finire con il suo giardino.
Partiamo!
Ci eravamo lasciati qui con la piantumazione della siepe. Nella zona Barbecue i lavori per l'aiuola proseguono.E dietro la casa va avanti anche il muretto esterno.Nella zona del giardino roccioso invece, dopo una prima sistemazione sommaria delle rocce che non mi convinceva, è in atto una ridistribuzione di tutti gli elementi.L'idea è quella di fare delle isole rocciose in cui sia possibile girarci intorno e all'interno di esse riempire con essenze da roccia. Questo dovrebbe facilitare il taglio dell'erba e la manutenzione delle stesse essenze.Il muro esterno è arrivato in zona barbecue. Le aiuole son finite!Zona orto con muro esterno finito. Il colore delle pietre con cui è fatto rende tutto molto luminoso. Vi immaginate lo stesso muro fatto di cemento? Inorridisco al pensiero.La parte più ampia del giardino è finita. Muretti e aiuole sono a posto. Viene livellato il terreno per l'ennesima volta anche se poi sarà ri-distrutto per l'installazione dell'impianto di irrigazione.Muretto esterno nel retro della casa, concluso.Non sto più nella pelle e, dove posso, inizio a piantare alcune cose. Giusto per vedere un pò di verde dopo mesi di terra e basta. Qui nelle parti vicino ai muretti della zona rocciosa, pianto eriche, un larice tenuto piccolo appositamente e sistemo alcuni vecchi tronchi di legno.Sotto la siepe decido di piantare la phlox, un essenza che quando fiorisce è un tripudio di colore e ha la caratteristica di crescere in fretta e di tappezzare.Ecco le isole della parte rocciosa. Anche qui pianto già qualcosa: il cirmolo, essenza tipica delle Dolomiti, è un abete con legno morbido e senza nodi, molto profumato e con la caratteristica forma a punta tonda. Si usa per fare le statuine in legno.Qui alcune piante di saxifraga e un pino nano. Notare come le pietre dividano sempre e nettamente le zone con le essenze rocciose da dove verrà piantata l'erba.Anche nella zona orto il muro esterno e completato. Non rimane che pulire questo manicomio.Questa è la preparazione per lo scarico della fontana che verrà installata nella zona dell'orto. I tubi grossi sono quelli degli scarichi delle grondaie della casa mentre quello piccolo rosso è quello che viene dalla fontana.A questo punto è stato installato l'impianto di irrigazione della Rainbird una delle migliori marche del settore. Ho fatto questa scelta perchè per avere un prato in salute e bello sano non è pensabile ne sperare nelle pioggie ne tantomeno bagnarlo con la canna. Primo perchè bagnandolo a mano ci si impiega un eternità e secondo perchè non si bagnerebbe mai uniformemente ma anzi ci sarebbero zone più bagnate e zone completamente secche, senza contare lo spreco d'acqua che non avviene invece con sistemi automatici. L'irrigazione automatica ti permette di bagnare il prato perfettamente, ad ore del giorno che vuoi tu e nella quantità desiderata, il tutto in modo assolutamente invisibile. Infatti gli ugelli che bagnano il terreno spuntano come per magia dall'erba e quando hanno terminato il loro ciclo si riabbassando sparendo. Ecco come son fatti gli irrigatoriAssicurano l'innaffiamento su tutta l'area che ricoprono per un raggio di 3-4-5 e più metri a seconda delle testine che vengono applicate e della pressione dell'acqua che è presente sul posto.
Qui la sequenza dell'innalzamento dello spruzzatore.Questi sono i tombini in plastica che contengono le elettrovalvole. Ed ecco le 6 elettrovalvole nel tombino.Non sarebbe possibile bagnare tutto il giardino contemporaneamente perchè la pressione non sarebbe sufficiente. Quindi il mio giardino è stato diviso in 6 zone: Zona più ampia, zona rocciosa, zona dietro la casa, zona orto, zona davanti la casa e aiuole. Questo è possibile grazie ad un computerino che controlla delle valvole elettriche che si aprono e si chiudono a seconda dei minuti e della sequenza impostata.
Qui avviene un piccolo viaggio temporale in cui non ho foto che documentino i progressi. Dopo aver finito l'impianto di irrigazione viene seminata l'erba e coperta con del fieno per facilitarne la germinazione. Queste foto si riferiscono a un mese dopo la semina, con il fieno già asportato.Il prato non è ancora folto e non lo sarà fino all'anno successivo. Dove c'è quel tubo rosso verrà poi installato una fontana tradizionale del luogo interamente fatta in legno di larice.Alcune zone del prato sono rimaste indietro rispetto al resto per esigenze varie.Qui si può notare il tubo nero che innaffierà le aiuole. Questo sistema di irrigazione è fatto attraverso un tubo pieno di fori che rilasciano 2 litri di acqua all'ora per ogni foro.Una visione dall'alto. Tra l'orto e il barbecue sono stati piantati 3 meli. Ecco perchè l'erba non era ancora stata seminata.La zona rocciosa finalmente è verde!Qui siamo alcuni mesi più avanti. Notare l'erba come si è infoltita anche nella zone dei meli dove non era ancora stata seminata. E' stata fatta anche la costruzione dell'orto in 7 filari separati con listelloni di legno di larice.Ora la casa ha un aspetto più piacevole con l'aggiunta del muretto divisorio e l'erba.Ecco l'impianto di irrigazione delle aiuole. Qui si vede la Forsythia gialla appena piantata.In questa foto appare la fontanella in pietra installata nella zona orto. L'erba del prato ha ancora delle zone da sistemare.Foto fatta dopo la sistemazione in terra della Betulla prostrata. Questo giardino, viste le sue dimensioni contenute, non potrà mai ospitare grossi alberi anche perchè troppa ombra in un luogo in cui l'estate dura veramente poco, sarebbe deleteria.Alla Betulla ho appeso una campanella giapponese in ghisa. quando c'è il venticello il pendaglio di carta che è appeso sotto fa suonare lievemente il campanello che crea una dolce melodia.E' stat piantata anche una Magnolia stellata. Anche questa cresce a cespuglio e non si alza molto.
Più indietro si nota anche un Acero giapponese. Notare anche la Phlox sotto la siepe.Nella zona rocciosa si installano varie piantine.Dopo quasi un anno dalla semina il prato è già folto. Questo garantirà la totale mancanza di erbacce che non hanno spazio per poter crescere.Ecco la fontana installata. L'acqua che esce è controllata da un rubinetto nascosto e proviene dall'acquedotto che scende dalla catena del Lagorai. E' un'acqua molto molto buona, leggera e priva di calcare. La zona rocciosa con tutte le piante sistemate.La siepe di Ligustro ovalifolia e la Phlox sotto di essa. Io odio vedere la terra in un giardino e quindi ogni sistema è buono per coprirla.Qui sono passati altri mesi e sono state piantate altre piante, in particolare aceri che resistono benissimo al freddo, peonie, lavanda ecc... E' stato aggiunto anche un piccolo gallo di legno che da il benvenuto.Ecco l'impianto di illuminazione all'opera.Qui si vede il tombino delle elettrovalvole.Ancora altri mesi più avanti.Questo disegno sulla roccia all'ingresso della zona rocciosa simboleggia un sentiero di montagna. Il numero 804 sta a significare Agosto 2004, il mese in cui è stato completato il giardino.Altre foto notturne. Notare la siepe quanto è cresciuta. Va comunque tagliata molto bassa i primi anni per aiutarne l'infoltimento nelle parti basse che altrimenti rimarrebbero spoglie. Dopo 3-4 anni si può lasciar crescere in altezza.E queste son foto dell'anno scorso in cui il prato ha raggiunto la sua maturazione.Ricordatevi che per avere un prato così bisogna, innaffiare tutti i giorni, tagliare l'erba spesso e molto bassa, concimare e togliere tutta l'erba e il muschio secchi. In più bisogna estirpare le erbacce a mano quando spuntano. Facile no? Con questo ho finito. Se volete, potete seguire tutti i lavori fatti di recente in giardino nella sezione apposita del blog "Dal mio giardino". Spero di avervi fatto divertire con questa lunga storia fotografica. Pin It