17 ottobre 2011

Il giro della Tofana di Rozes (1)

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Finalmente di nuovo per sentieri. Ieri sono stato tutto il giorno tra le guglie accuminate dell'Ampezzano a godermi una splendida giornata di sole, anche se con un po' di velatura in quota. Mi ero ripromesso di arrivare sul luogo e decidere il da farsi. Una volta là, ho optato per il giro completo intorno alla Tofana di Rozes, la più bella e famosa delle tre Tofane. Ma l'escursione non si è conclusa lì: intorno al tardo pomeriggio, solo salito sul versante opposto della piana di Falazarego, per fotografare meglio il tramonto sulla Tofana. E ne è valsa decisamente la pena. In tutto percorrerò oltre 16 km. Questo post sarà inserito anche nella sezione "Corso fotografico" perchè pubblicherò molti dati sui settaggi che ho usato per fotografare la fase del tramonto. Ho anche sperimentato un po' con la mia D90, giocando con bilanciamento del bianco, con i tempi e viraggi. Ma adesso partiamo per questa bellissima escursione che vi regalerà tantissime immagini cariche di colore, storia e avventura. Go, go, go!

Sono le 7,20 quando esco di casa. Il cielo, come promesso dal Meteo Trentino, è sereno, con qualche velatura alta. La temperatura è intorno agli zero gradi e in giro c'è pochissima gente. Solitamente non esco in escursione la domenica, preferendo il sabato, e quindi oggi mi ritrovo a non potermi fermare dal panettiere per comprare il pane fresco. Filo quindi via dritto per la Val di Fassa. Eccomi a Moena, dove scorgo da lontano un Sassolungo già baciato dal sole.

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Ma anche le punte del Catinaccio alla mia sinistra non sono da meno.

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Meriterebbero sicuramente una sosta fotografica più approfondita, ma ho solo il tempo di "sparare un clic" senza inquadrare mentre sto guidando. E quel che ne esce è già un mezzo miracolo. Si vede la Roda de Vael, Mugogn e la Cima Catinaccio.

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Eccomi a Vigo. Sulla mia sinistra, sempre il Catinaccio illuminato dal sole che sorge. Ora capite perchè li chiamano Monti pallidi?

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Passo tutta la Val di Fassa e salgo verso il Passo Fedaia (2057 metri). Qui i larici sono già molto gialli. Non pensavo che la stagione in quota fosse così avanti. Speriamo di trovare una buona situazione fotografica anche sul Falzarego che è alla medesima altezza.

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Eccomi ai piedi di sua Maestà la Marmolada, la cima più alta di tutto il Trentino Alto-Adige: 3343 metri.

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Il lago di Fedaia con la Marmolada e il Gran Vernel.

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Ma dopo un'ora e 40, ecco spuntare il Lagazuoi.

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Là sopra si vede la stazione d'arrivo della Funivia del Lagazuoi, che porta gli escursionisti direttamente al Rifugio omonimo a 2757 metri.

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Parcheggio poco più avanti. La temperatura è meno fredda di quel che pensavo. C'è 1 grado e molto presto mi toglierò sia la giacca, che l'intimo tecnico. Alla fin fine sarà una giornata dove soffrirò il caldo in modo assurdo!  Eccomi all'inizio della mia escursione. Sono sotto il Col dei Bos (2559 metri) e davanti a me ci sono tre escursionisti che stanno andando a fare la ferrata Lipella, via molto bella e panoramicissima. Sarà uno dei rarissimi incontri di oggi.

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La situazione larici è ambigua: alcune zone hanno larici ancora quasi verdi. Altre vedono i larici quasi spogli. Dipende molto dall'esposizione al sole e dalle temperature di questi giorni. Per chi fotografa sono particolari importanti. Il larice è la pianta che colora ogni inquadratura autunnale in montagna. Sopra la mia testa spostata a destra, si vede già l'imponente presenza della protagonista di oggi: la Tofana di Rozes, 3225 metri. E' la più famosa e bella delle tre Tofane, ma va sottolineato che è anche la più bassa, anche se di poco. La Tofana di Dentro misura ben 3238 metri e quella di Mezzo arriva a 3244. Di poco quindi, ma la Rozes è la più piccola tra le Tofane.

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Sotto i miei scarponi l'erba crocchia. Non fa freddo ma la brina nelle zone in ombra è ben presente.

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Un comodo e invitante sentiero si addentra nel primo tratto di bosco che devo attraversare per arrivare ai piedi della Tofana.

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I profumi del bosco mi circondano completamente, accompagnati dallo straordinario silenzio della natura. Il cielo azzurrissimo e lo splendido sole sopra la mia testa rendono tutto ancora più bello.

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Lo stretto sentiero si trasforma ben presto in comoda strada bianca. Davanti a me la Tofana di Rozes.

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Passo sotto una galleria scavata dagli alpini durante la grande guerra. Oggi vedrete tantissimi reperti di quel tremendo periodo che causò migliaia di morti proprio in queste zone.

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Sulla destra, ecco la galleria di cui vi ho appena parlato.  Là in fondo il monte Averau, già lambito da me in una precedente escursione.

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Ora che sono fuori dal bosco, posso vedere chiaramente davanti a me la Tofana in tutto il suo splendore.

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Arrivo ad un bivio. Circumnavigherò la Tofana girando in senso anti-orario, quindi mi dirigo a destra verso il rifugio Dibona.
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Ad un certo punto, su un muro roccioso a più di 60 metri sopra la mia testa, scorgo un movimento. Riuscite a vedere nulla nell'immagine qui sotto?
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Ok, vi do un aiutino. Dovreste scorgere un culetto peloso!
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E' un bell'esemplare di camoscio, che riesco ad immortalare col mio tele.
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Ecco un crop dell'immagine qui sopra.
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Il camoscio è troppo distante per poterlo immortalare meglio. E così proseguo lungo il sentiero. Mi sto sempre di più addossando alla parete sud della Tofana.
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Gli scorci da qua sotto sono fenomenali.
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Il sentiero che sto facendo è quasi in piano e così mi godo senza fatica tutto ciò che mi circonda.
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Non vi viene voglia di percorrere personalmente il sentiero?
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Sono proprio sotto la Tofana. Ho davanti a me quasi 1000 metri di roccia a strapiombo.
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Quanto adoro i larici in autunno...
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Ecco i morbidi aghi di cui sono ricoperti. Presto cadranno tutti in terra, lasciando la pianta completamente spoglia.
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Sono in cammino da oltre un'ora e davanti a me vedo un panorama incredibile. Una miriade di guglie affilatissime si innalzano da un ghiaione scosceso. Non vedo l'ora di esserci vicino per poterle ammirare meglio.
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Dopo qualche minuto, sono in grado di scattare questa foto. Sembra veramente un fondale marino di quegli atolli tropicali. Manca solo l'acqua che sommerge tutto. E come ben sapete è proprio questa l'origine delle Dolomiti.
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Faccio altri scatti. Non riesco a smettere di guardare davanti a me.
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Nel frattempo la Tofana al mio fianco sinistro mi fa vedere un nuovo profilo: il suo lato est.
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Arrivo all'attacco del salitone che mi porterà ai 2600 metri del Rifugio Giussani, posto dietro la Tofana. Fino ad ora abbiamo scherzato. Da adesso si suda veramente.
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A prestissimo per la seconda puntata di questa escursione intorno alla Tofana di Rozes.
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8 commenti:

Zion ha detto...

che meraviglia tutto! le tue foto mozzafiato, il paradiso che fotografi, il cielo, i colori...che bello, Momo.
Grazie.

Stnd ha detto...

Bellissimo. Che nostalgia di questi posti...

Anonimo ha detto...

Bellissime foto momo..bentornato alle tue amate escursioni!
massimo bdg

Elisamu ha detto...

Grazie, mi da la sensazione di essere li.

Anonimo ha detto...

L'Ortles, con i suoi 3902 metri di quota, risulta essere la più alta vetta della provincia autonoma di Bolzano e della regione Trentino-Alto Adige, se riferito al solo Trentino la cima Presanella è la più alta con 3558 metri
ciao

Momo ha detto...

Zion, hehe grazie infinite per i complimenti!

Stnd, uella chi non muore si rivede! A quando un'escursione insieme? Un abbraccione!

Massimo, è proprio il caso di dirlo!

Elisamu, prego, cara!

Anonimo, hai ragione. La Marmolada è la cima più alta delle Dolomiti, non della regione! Pardon!

CI ha detto...

Bellissime!

Momo ha detto...

CI, grazie! Qui (http://fotomomo.blogspot.it/2012/08/sulla-vetta-della-tofana-di-rozes.html) trovi le foto fatte durante l'ascensione alla cime della Tofana. Ciao!

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