24 maggio 2011

Il giro d'Italia sul Gardeccia (terza parte)

Qui la prima parte.

Qui la seconda parte.

Eccolo, è Mikel Nieve, ciclista spagnolo, il primo a comparire sulla linea del traguardo dopo 229 km di montagne massacranti e 7 ore e 27 minuti di gara. Si volta indietro e può esultare.

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per qualche tempo Nieve è anche stato Maglia Rosa, ma poi Contador è tornato sotto.

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Eccolo tagliare il traguardo. Lo sfinimento è evidente. La velocità di marcia è bassissima.

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In cinque lo sorreggono e lo portano via.

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Dopo 1 minuto e 41 secondi arriva anche Stefano Garzelli, bravissimo 37enne varesino che di Giri ne ha visti 12 e uno l'ha anche vinto nel 2000.

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Anche lui super protagonista di giornata avendo passato in testa sia lo scollinamento sul Passo Giau che quello sul Fedaia.

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Poi è stato "fregato" negli ultimi km dal molto più giovane Nieve.

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Anche lui viene preso in custodia dagli addetti. E' sfinito.

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Dieci secondi dopo Garzelli arriva la maglia Rosa, Alberto Contador, che mi prende anche alla sprovvista.

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Alla fine della gara dichiarerà: "E' stata la tappa più dura della mia vita". Comunque Contador mantiene la maglia Rosa saldamente sulle sue spalle.

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Come i combattenti provenienti dal fronte, arrivano uno alla volta anche gli altri temerari. Ecco Gadret, corridore francese che si piazzerà al quinto posto.

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Arriva anche Nibali, con 3.34 minuti di ritardo. Doveva essere la bestia nera di Contador, ma la fatica ha prevalso.

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Ogni corridore che passa è una battaglia tra l'urlo della folla e la fatica dell'atleta.

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Mentre la gara volge al termine, è già tempo di premiazioni. Vittoria di tappa per Nieve.

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Ancora maglia Rosa per Alberto Contador che innaffia tutti i fotografi con lo spumante.

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La gente, dopo l'arrivo dei primi 30 corridori, inizia a sfollare. Sono le 18.10. Per tornare a casa ci vorrà un bel po' per tutti. Io che abito a pochi km da qui, arriverò a casa alle 20. Fate un po' voi i conti

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prima di dirigermi verso casa vado a dare un occhio alle tante ammiraglie arrivate qui e deviate subito verso la strada secondaria dietro il rifugio Gardeccia.

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Sopra queste auto ci sono bici che valgono 6-7 mila euro. Un vero patrimonio di tecnologia su due ruote.

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Ecco la bici personale di Contador.

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Dietro l'organizzazione di una tappa del Giro d'Italia, c'è veramente un sacco di lavoro. Alcune moto della Polizia che scortano i corridori.

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E' tempo di tornare a casa. Rapidamente mi defilo verso sentieri paralleli alla strada fatta in mattinata, che ora è temporaneamente non transitabile per coloro che vogliono scendere. Stanno ancora salendo i corridori.

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La pioggia ha reso tutto un po' fangoso.  Davanti a me c'è la Marmolada.

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Alla mia sinistra, i ciclisti che salgono.

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Passato l'ultimo atleta, riesco a tornare sulla strada principale. Si cammina più velocemente.

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E si smonta già tutto.

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Arrivato di nuovo a Pozza, ritrovo Cassani al parcheggio, pronto per un collegamento con la Rai.

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E' veramente tempo di salire sull'auto e tornare a casa. Sono tutto incartapecorito. Doccia, aspettami.

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1 commento:

saint andres ha detto...

Sono incredibili quelle bici, ti posso assicurare che valgono anche molto più di 6-7 mila euro. Un mio amico è stato campione d'Italia di ciclismo su pista (ma ha corso anche su strada per molti anni) e aveva bici sui 10 mila euro, parlare di chili è superfluo, perché niente conta come la sensazione di sollevare queste bici che si alzano davvero con 3 dita.
Le bici dei ciclisti al giro d'Italia sono fatte su misura, esattamente come un abito vengono prese le misure di ogni parte del corpo del ciclista e su queste vengono assemblati i pezzi della bici. D'altronde su tappe come questa ci devono stare in sella per più di 7 ore.

Comunque pazzesca questa tappa, c'è da inchinarsi di fronte a questi uomini! Complimenti anche a te Momo per il racconto e per la tua giornata da vero Ultimate Survivor! :D

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