26 febbraio 2012

Al santuario del Sass dla Crusc (2)

La prima parte qui.

La strada che stiamo percorrendo, ad un certo punto sembra arrivare in cielo. E' molto ripida e termina oltre l'orizzonte. Il sole si nasconde dietro il velo di nuvole. 
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A causa del salitone, rallentiamo un bel po' e la nostra amica a quattro zampe torna indietro e scruta dove siamo rimasti. Che ridere!

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Ora siamo in mezzo al pianoro. Alla mia sinistra cìè il Sass dla crusc, ma è meglio che non lo guardi, perché potrei incazzarmi di brutto. Ampi nuvoloni si addensano all'orizzonte. Chssà che non prendiamo pure l'acqua, oggi che era previsto sole completo!

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Decidiamo di fare una piccola sosta nell'unica baita aperta al pubblico di tutta la zona.

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La nostra amica è sempre con noi, ma dopo aver incontrato altri due cani, rimarrà qui. Grazie della compagnia, bella!

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Dall'altra parte della valle vedo la punta del maestoso Sass de Putia, 2875 metri.

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Alla baita stanno pranzando un gruppo di guide alpine. Bene, se ci capitasse qualcosa nelle prossime ore, saremmo in una botte di ferro.

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Sono le 12.50 e la fame inizia a farsi sentire. Decidiamo però di non mangiare qui, ma di sceglierci un posto più meditativo. Proseguiamo quindi verso il sentiero che porta al santuario.

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Le baite qui sono purtroppo quasi tutte lasciate andare. Sarà dura trovare un tavolo con una panca per il nostro lauto banchetto.

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Ogni tanto mi piace fotografare particolari come questo.

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Ci stiamo incamminando verso le pareti del Sass dla crusc. Il cielo, come vedete, non accenna a migliorare, ma almeno non minaccia più come prima.

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Anche con le nuvole, questo posto è una magnificenza. Immaginatevelo in autunno con tutti i larici gialli, oppure in estate con tutti i prati verdi. Mi sa che tornerò in questo posto molto presto.

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Proseguiamo per un altra mezz'ora, poi affamatissimi, ci impossessiamo, non avendo trovato nulla di meglio, di un vecchio fienile con il portone sventrato.

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Troviamo anche al suo interno, tre ciocchi di legno, perfettamente adatti per sederci e formare un tavolino.

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Per pranzo ci attendono degli ottimi panini imbottiti con speck acquistato in una macelleria della Val di Fassa. Uno spettacolo! Sarà che abbiamo una fame da lupi, ma mi sembra di non aver mai mangiato un panino tanto buono.

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Ecco il resto del banchetto.

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A star fermi non fa poi così tanto caldo. Meno male siamo riparati dal vento, anche se la baita che ci ospita, ha spifferi larghi 10 centimetri!

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Ad un certo punto appare anche un sole più deciso del solito.

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Ma verso sud, la situazione non è rosea.

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Finiamo di mangiare e quasi siamo costretti ad infilarci i guanti. Si è alzata un ariaccia non molto simpatica. Ecco una immagine dei Pra d'Armentara, come vengono chiamati questi prati costellati di baitine.

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Riprendiamo il nostro cammino e riprendiamo a salire. Non conosco metodo più efficace per scaldarsi, ed in effetti, dopo 10 minuti mi ritolgo la giacca a vento.

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Ora siamo molto vicini alle pareti del Sass dla crusc in direzione del santuario collocato a 2045 metri.

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Signore e signori, il Sass dla crusc fotografato con il grandangolo. Maestoso, eh?

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Poco dopo, vediamo spuntare all'orizzonte, il Santuario. Lo vedete, lì sulla destra?

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Ora mi sembra di poter toccare quelle pareti.

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Ogni tanto mi soffermo a guardare quanto stronze siano le nuvole oggi: continua a persistere sulle nostre teste, sta cavolo di velatura grigiastra, mentre all'orizzonte vedo ampissimi squarci di sereno. Ma porc...

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Nel frattempo, ecco il Santuario.

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Sulle pareti sopra il Santuario, ci sono molte vie alpinistiche fatte anche da grandi nomi come Messner.

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Arriviamo al santuario.

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Oltre al Santuario, qui c'è anche un piccolo ospizio.

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che però è caro come il fuoco. Qualche esempio: un piatto di minestra 6,50 euro, un bicchiere di Coca-Cola, 2,40 euro!

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Mi guardo attorno.

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Entro nel santuario.

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Qui molti devoti hanno lasciato testimonianza di grazie ricevute.

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Fa strano un ambiente del genere a 2000 metri di quota in mezzo ai boschi...

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Esco dal Santuario e sembra che una piccola grazia sarà fatta anche a me. Il cielo si sta liberando: l'ampia cappa grigia che c'era sopra le nostre teste, si sta spostando. Rimane solo la striscia visibile qui a sinistra. Speriamo in bene per il tramonto, che è previsto tra circa 2 ore.

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Anche il Sass dla crusc ora ha un cielo quasi azzurro dietro di sè. Molto bene!

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Ora è tempo di tornare indietro, fino alla baita dove abbiamo lasciato il nostro amico cane. Da quella zona fotograferemo il tramonto.

DSC 8114Fine seconda parte. Tra non molto arriverà la terza e ultima parte. Abbiate fede.

Al santuario del Sass dla Crusc (1)

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Quando parti per un'escursione, non sai mai quello che troverai, soprattutto se la zona è a te sconosciuta o mai frequentata. Oltre a questo, non sai mai che tempo esattamente ti accoglierà e come andrà la giornata. Carico di queste consuete incognite, ieri mattina sono partito insieme a Marco, in direzione Val Badia per scorrazzare ai piedi del Massiccio Sass dla Crusc, il più importante gruppo montuoso della Val Badia, con in programma un servizio fotografico sulla neve con tramonto finale sulla facciata ovest del Sass. In fatto è che non avevo fatto i conti con le nostre amiche nuvole. Ma partiamo dall'inizio. 
Questa volta la partenza non è fissata molto presto, proprio perché la giornata è orientata al tramonto e poi la zona in questione è abbracciata dal sole solo dopo le 9.30. Il viaggio durerà circa 1.40 e prevede obbligatoriamente il passaggio dal Passo Sella o dal Passo Pordoi. Scegliamo quest'ultimo e tra i tornanti che salgono al valico, ci fermiamo a scattare alcune immagini. Ecco il gruppo del Sassolungo, avvolto in un surreale cielo azzurro elettrico.

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Alla mia destra, le punte del Sella.

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Scolliniamo sul Pordoi e immortalo la mitica funivia che porta a 2950 metri in meno di 5 minuti.

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Senza perder troppo tempo, iniziamo a scendere verso Arabba. La strada è un po' sporca di neve.

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Cartello abbastanza bizzarro, così com'è mezzo sommerso dalla neve.

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Nonostante sia stato un inverno scarsissimo di nevicate, qui sul Pordoi a bordo strada c'è una metrata di neve accumulata, anche se il vento forma accumuli molto irregolari.

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Ecco il Pordoi in tutto il suo splendore.

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Una delle piste che scendono ad Arabba. Questo passaggio fa parte del mitico Sella-ronda, il giro sugli sci che ti permette di circumnavigare completamente il massiccio del Sella.

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In lontananza mentre scendo in auto, scorgo il protagonista di giornata: il Sass dla Crusc. E veramente inconfondibile, con questa sua forma a scivolo.

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Ancora qualche tornante ed entriamo in Val Badia. Là in fondo, ancora il Sass dla crusc.

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Arriviamo a Corvara, ormai ci siamo quasi.

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Eccoci in Badia. A sinistra vedete il Sass dla crusc e in cielo vedo la cosa che più odio dal punto di vista meteorologico: la velatura nuvolosa. Noooooo, tutto ma non quello schifo che ammazza colori e paesaggi. Speriamo sia solo passeggera, oggi era previsto quasi sereno!

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Siamo arrivati: oggi scarpineremo tra questi boschi. Ho scelto questo posto proprio per la sua splendida alternanza di prati aperti e pezzi boschivi.

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Con l'auto ci addentriamo ancora un po' tra le viette del paese in cerca di un posto dove parcheggiare.

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Parcheggiamo e ci imbattiamo in un mondo che sembra lontano anni luce dal caotico trantran cittadino: un contadino trascina alcuni tronchi dentro la sua baita, con l'aiuto di una slitta

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Faranno questa fine.

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Poco più in là, altre baite. Qui un appassionato costruisce piccole baitine fantastiche.

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Proseguiamo. Ci aspetta una bella salita.

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Passiamo ancora in mezzo ad altre casette.

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Poi d'improvviso inizia il sentiero e ci ritroviamo 40 cm di neve da scavallare.

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Camminiamo a fatica. Speriamo sta faccenda duri poco, altrimenti saremo costretti ad indossare le ciaspole.

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Ancora pochi metri e per fortuna la neve finisce.

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ma dopo alcuni tornanti, eccola più abbondante di prima.

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Ora le ciaspole sono indispensabili. Senza, si continua a perdere l'equilibrio e si rischia di bagnarsi gli scarponi. La neve infatti è molliccia, le temperature si aggirano intorno agli 8 gradi.

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Finito il sentiero ci ritroviamo in una strada asfaltata. Sgrunt! Questi sono gli inconvenienti del non conoscere le zone. Potevamo risparmiarci la strada fatta a piedi fino ad adesso.

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Superato quel gruppetto di case, si inizia a far sul serio. Imbocchiamo il sentiero 15A che ci porterà sul pianoro ai piedi del Sass dla Crusc. Siamo partiti dai 1593 metri del parcheggio, e arriveremo ad un massimo di 2045 metri del Santuario. Un dislivello complessivo di 640 metri.

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Se osservate bene la foto qui sopra, noterete una presenza in mezzo al sentiero. Ad un certo punto ha cominciato a seguirci un simpaticissimo cane, che continuava a precederci nella nostra camminata, ci aspettava quando non ci vedeva più e scodinzolava quando lo chiamavamo col fischio. Ce lo siamo portati dietro per più di 45 minuti!

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Saliamo ancora. Qui il tratto è abbastanza impegnativo e anche misterioso!

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Il cartello, in realtà, segnalava la possibilità di valanghe o frane. Ed in effetti...

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Finalmente sbuchiamo sul pianoro. Come potete, vedere il cielo non migliora, anzi.

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Si palesa in tutta la sua maestosità, mister Sass dla crusc. Ci togliamo le ciaspole: qui la neve è battuta, per fortuna.

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Proseguiamo tra le baitine e uno stupido sole pallidino. Che nervoso! Chissà come sarebbe stata questa giornata fotografica con 40 cm di neve fresca e un cielo azzurrissimo. Sigh...

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Il nostro amico scodinzola sempre davanti a noi.

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Marco dice di essere fuori allenamento, ma per ora tiene botta.

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Fine prima parte. Qui la seconda parte.

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