Oh, la devi finire di farti sovrastare da quelle prepotenti bianche e inconsistenti nuvole. Basta! Ne ho piene le scatole. Fai il tuo dovere: dissolvi, penetra, scalda e fammi vedere cosa vuol dire essere il sole. Cacchio!
18 maggio 2010
Fine maggio e i 3 gradi di questa mattina
La tecnica Time lapse
Time lapse non è nient'altro che una serie di scatti fotografici montati assieme in un video. Questi scatti riprendono situazioni dilatate nel tempo e creano un curioso effetto movimento che è sempre un piacere guardare. La serie di scatti può essere molto ravvicinata (centinaia di scatti in 20 minuti), oppure molto dilatata nel tempo (migliaia di scatti spalmati in diverse settimane), dipende dall'effetto che si vuole ottenere.
Gustatevi questi due video. Il primo ha come protagonista il malefico vulcano islandese che sta facendo impazzire le compagnie aeree di mezzo mondo. Eccolo (se vedete tutto nero, è perchè si sta caricando, attendete un attimo):
Chi pagherà per questo scempio?
Lo schifo che si sta consumando al largo delle coste del Messico è incommensurabile. L'incuria e la distrazione di una manciata di uomini, stanno causando un disastro che forse mai più verrà sanato a livello ambientale. Sono rimasto impressionato l'altro giorno quando ho letto che il petrolio che fuoriesce dalla maledetta falla, non sta tutto a galla come si pensava, confinato al pelo dell'acqua in uno spessore di un capello. Al contrario, la maggior parte resta sul fondo e ci sarebbe una gigantesca chiazza compatta sott'acqua lunga 16 km, larga 5 km e profonda cento metri. Un mostro nero che sarà impossibile da far sparire. E pensare che il petrolio è comunque il frutto di processi naturali...
Nel frattempo, tra additivi chimici, incendi controllati, fanghi pesanti e navi che circolano in continuazione, quel tratto di oceano sta diventando un minestrone altamente velenoso, un "cancro" che la terra avrà sul groppone per lunghissimi anni.
17 maggio 2010
Miss USA 2010 è...
E' tempo di elezioni qui in trentino e proprio in queste ore tutti i comuni della regione stanno conoscendo i loro nuovi sindaci. Ma io vorrei occuparmi di elezioni più piacevoli. E' arrivato il momento di svelarvi chi ha vinto il titolo di Miss USA 2010 che avevo presentato qui la scorsa settimana. The winner is...
Rima Fakih, 24 anni, Miss Michigan!
Ecco le sue foto ufficiali. Nessuno dei lettori di Squarciomomo ha azzeccato la vincitrice, tanto meno io. Posso dire una cosa? Non sono d'accordo con la giuria!
E qui il video della cerimonia. Lustratevi gli occhi, gente!
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15 maggio 2010
Il numero civico in versione country
Ricorderete che alcuni giorni fa ho acquistato una piccola insegna in ferro battuto per poterci inserire il numero civico di casa. Bene, ora vi faccio vedere il lavoro che ho fatto per la messa in opera.
Prima di tutto ho disegnato la sagoma della piccola tabella su un foglio, poi ho fatto una scansione, ne ho ricavato un tracciato e dentro quello ho impaginato il numero civico e le tre corrispettive lettere. Ho scelto il Boulevard come carattere, elegante ma ben leggibile. Per le letterine invece mi sono affidato ad un Goudy. Ho poi ritagliato la stampa in BN lungo i bordi e con una matita molto grassa ho "colorato" nel retro in coincidenza con tutti i bordi dei numeri e delle lettere
Fatto questo ho fissato con lo scotch di carta il foglio alla insegna e ho iniziato a calcare lungo i bordi dei numeri e delle lettere.
Se avete la carta carbone potete evitare di colorare dietro il foglio.
Alla fine del lavoro ho ottenuto una traccia di grafite sull'insegna che mi aiuterà a disegnare le lettere sul ferro battuto dell'insegna.
Siccome l'insegna è fuori alle intemperie, ho deciso di usare una vernice classica, non all'acqua. E' uno smalto per ferro e legno.
Il colore che volevo ottenere era un panna caldo. E' bastato quindi versare un piccolissimo quantitativo di giallo dentro alla vaschetta del bianco che avevo preparato in precedenza.
Ho ottenuto proprio il colore che volevo.
Siccome il tracciato da colorare era molto fine e dovevo essere estremamente preciso, non ho usato un pennello, ma la punta di una matita e quella di uno stuzzicadente. Lentamente e con estrema calma ho cominciato a seguire i bordi di grafite prendendo piccolissime quantità di colore.
La rusticità dell'oggetto poteva anche perdonare qualche sbavatura, ma la mia intenzione era di non farne.
Dopo alcuni minuti avevo terminato il n. 2.
Poi sono passato alla lettera N° la più difficile, e poi alle lettere sotto, in modo da procedere da sinistra verso destra e non toccare le lettere già dipinte.
La vernice era decisamente densa, forse troppo, ma facendo in questo modo non ho gocciolato da nessuna parte.
Et voilà, il lavoro è finito, perlomeno quello di pittura.
Poi sono andato ad improntare l'insegna nella colonna di sasso del mio ingresso.
La posizione che ho scelto è stata un misto di fortuna e opportunismo. Infatti una fuga tra un sasso e l'altro della colonna, era perfetta per posizionarci la piccola insegna.
C'era però bisogno di scalpellare qualche zona per far aderire bene tutta la lunghezza del basamento onde evitare fastidiosi movimenti in fase di fissaggio.
Pronto per il fissaggio alla colonna.
Con il trapano ho fatto due fori abbastanza facilmente essendo il sasso di origine calcarea.
Dopo aver messo due tasselli nei buchi ed aver scelto due viti anch'esse di color brunito, avevo completato l'opera.
E finalmente dopo 7 anni, anche io ho il numero civico fuori dalla porta.
(TPP) 25 minuti.