24 settembre 2013

Lavaredo! (1)

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Iniziamo questo lungo racconto fotografico che spero vi faccia vivere tutte le emozioni che ho provato io. Sono state 24 ore quasi continue faticose ma entusiasmanti. Ho vissuto la montagna come mai avevo fatto, in un modo così intimo da sentirmi a casa, dove per pareti avevo le Cime di Lavaredo, per soffitto un mare di stelle e come compagna di avventura la mia Nikon D90. Ho scattato quasi 1000 immagini e qui di seguito vi farò vedere il meglio del meglio. Da perfezionista quale sono, non faccio i salti di gioia guardando e riguardando le foto fatte. Vedo tanti problemi, soprattutto di rumore. Devo assolutamente cambiare il mio polarizzatore, ma questa è una questione che qui ha poco valore. Cominciamo con l'avventura intorno alle Cime di Lavaredo, uno dei gruppi montuosi più famosi del pianeta, meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo e di ogni alpinista degno di questo nome. 
Per arrivare alle Cime avevo due alternative da casa mia: attraversare i passi montani (Fedaia, Lagazuoi, Tre croci) oppure l'autostrada e poi la Val Pusteria. Ho scelto la seconda, perché meno stressante e più semplice. La differenza tra i due tragitti era di circa 15 minuti.  

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Arrivato il Val Pusteria (che non avevo mai visto con occhio attento) noto un gran numero di campi coltivati a granturco. Ma anche grandi distese di prati e molto sole ovunque. Una valle aperta e molto lunga: circa 100 km!! Al confronto la mia Val di Fiemme mi sembra minuscola.  

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Giunto a Dobbiaco, svolto verso Misurina. 

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E poi verso l'unica strada che porta alle Cime di Lavaredo. Una volta nei pressi del Lago d'Attorno, le vedo chiaramente. Si stenta a riconoscerle da qui, perché nella nostra testa è stampata l'immagine classica delle Cime con le tre pale conficcate nella roccia, ma sono proprio loro!

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Dopo pochi minuti arrivo al famigerato pedaggio che ogni automobilista deve pagare per poter accedere ai parcheggi ai piedi delle Cime di Lavaredo. 

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Parlo di famigerato perché è noto a tutti il suo alto costo e le tante lamentele che provoca. Sono moltissimi i turisti che arrivano a questo pedaggio in auto e fanno dietrofront davanti a 22 euro da sborsare. Infatti il grande cartello prima del pedaggio parla chiaro. Eccolo qui.

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Se lo si vede come un pedaggio e basta è sicuramente molto molto caro. Se invece si ragiona sul fatto che grazie a questo balzello è possibile arrivare in auto a 150 metri dalle pareti delle Cime di Lavaredo, che si evitano circa 7 km di strada asfaltata a piedi, che si preserva una zona delicata dal sicuro assalto di auto e pullman, allora forse si riesce a concepire di spendere tale cifra. Ma comunque il malcontento rimane ed è palese tutti i giorni. Io pago e varco le sbarre del "casello". 

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Sono le nove del mattino e salgo i 7 km di strada verso il Rifugio Auronzo, posto a 2320 metri d'altezza e punto di partenza della mia escursione fotografica. 

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Mano a mano che ci si avvicina alla fine della strada, le pareti delle Cime di Lavaredo si fanno sempre più incombenti. Ora si vede anche il rifugio Auronzo. 

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Posteggio l'auto senza problemi, qui i posti sono veramente tanti tanti, anche per i pullman.

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E decade un po' tutto il discorso fatto prima sul "preservare il territorio". Viene invece il sospetto che il Comune di Auronzo stia un po' approfittando della situazione. Secondo voi? Ecco la vista davanti alla mia auto posteggiata. Quelle sono le punte dei Cadini di Misurina.  

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Dietro di me, il grande rifugio Auronzo.

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Alla mia destra, in fondo alla Val Marzon, si vede Auronzo di Cadore con il suo lago. 

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Alla mia sinistra il Monte Cristallo. 

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Dovrete prendere confidenza con queste cime, perché le nominerò molto spesso in questo racconto. Ecco i Cadini visti da vicino. 

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E il bellissimo monte Cristallo. 

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ma è tempo di mettersi in marcia. C'è solo una cosa che adesso come adesso mi preoccupa: il peso del mio zaino. Tra sacco a pelo, viveri per tre pasti, giacca pesante, cavalletto e altro, il "mostro" sarà sicuramente oltre i 20 kg. E dovrò scarrozzarmelo per tutto il tempo sulle spalle. 

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Ma l'entusiasmo di partire per l'avventura cancella tutte le preoccupazioni. Penso a questa notte, quando sarò davanti alle Cime di Lavaredo a fotografare il cielo pieno di stelle. E sorrido felice. La camminata inizia da qui. 

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Questa strada, perché di questo si tratta, è molto trafficata, sia da escursionisti che da alpinisti, ma anche dai mezzi di trasporto dei rifugi della zona che vanno e vengono con provviste e altra merce. 

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E' praticamente in piano per un lunghissimo tratto, fino al rifugio Lavaredo. Con l'aiuto delle belle mappe di Tuttocittà, vi farò vedere gli spostamenti che farò di volta in volta. Potrete così scoprire con chiarezza i posti migliori per fotografare le Tre cime di Lavaredo.
Ecco tutta la zona vista dall'alto. 

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Avvicinandosi un po' possiamo individuare il Rifugio Auronzo col suo grande parcheggio (in giallo), e il Rifugio Lavaredo (in arancio), prima tappa del mio tour. In blu la chiesetta che incontrerò tra poco. 

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Come dicevo, la strada tra i due rifugi è veramente una passeggiata adatta a tutti, ma proprio tutti. Qui mi guardo indietro allontanandomi dal Rifugio Auronzo. 

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Mano a mano che proseguo, il Monte Cristallo compare dietro al rifugio Auronzo. 

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Ricordatevelo bene, perché all'alba di domani mattina diventerà uno dei grandi protagonisti. Ma torniamo alle Tre cime. Camminando per la strada vi sfileranno sin da subito sulla vostra sinistra. 

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Dopo circa 15 minuti di cammino incontro la piccola chiesetta della Madonna della Croda, edificata dai soldati nel 1917. E' qui a testimonianza di quello che questi luoghi hanno vissuto nella Guerra del 1915-18. 

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Vicino alla chiesetta, una lapide ricorda il grande Paul Grohmann che per primo sali sulla cima più alta delle Lavaredo. 

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Proseguo in direzione Rifugio Lavaredo, che già è possibile vedere in lontananza. 

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Alle spalle del Rifugio ecco le sagome del Monte Paterno e della Croda Passaporto, tutti nomi che ci fanno intuire cosa hanno passato le centinaia di soldati che erano qui per combattere e non per fotografare. Ecco il Paterno.

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E la Croda Passaporto. 

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Dietro di me arriva una camionetta della Guardia di Finanza. Loro possono!

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Nel frattempo le Tre cime di Lavaredo iniziano a dare spettacolo. Ecco le guglie che si stagliano nel cielo. 

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Più avanti vedremo anche i nomi e le altezze delle Tre cime. Ora mi sto avvicinando al molto più piccolo (rispetto all'Auronzo) rifugio Lavaredo. 

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Da qui la visione delle Cime è questa. Foto fatta col grandangolo. 

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Ora che sono arrivato qui, la mia missione è cercare il punto migliore da cui poter fotografare l'alba domani mattina. Sono infatti proprio nel lato in cui il sole sorgendo illumina le Cime di Lavaredo, ma per cogliere lo spettacolo al meglio, devo allontanarmi il più possibile. Fortunatamente la conformazione del terreno mi permette di fare ciò ma solo in una certa area che vi ho evidenziato in giallo. In rosso vedete le cime di Lavaredo, e il blu la strada che sto percorrendo. La freccia gialla indica la direzione da cui il sole illuminerà all'alba.  

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Esco dal sentiero e cammino verso sud. 

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Qui il terreno è per metà erboso e per metà roccioso, ma roccioso in modo molto strano. E' come se un'enorme lastrone di roccia si fosse scomposto in tanti cubetti che poi con le intemperie si sono erosi. 

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Ci sono delle vere e proprie lame conficcate a terra!

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Per non parlare del fatto che la pietra è bianchissima e sembra fatta di cartapesta. 

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Un geologo saprebbe sicuramente spiegare meglio di me quello che vediamo. Nel frattempo mi sono già allontanato di diverse centinaia di metri dalle Cime di Lavaredo. Ecco come si vedono ora. 

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Voglio esplorare ancora la zona. Proseguo verso sud, lontano dal chiassoso viavai della strada principale. Incontro le prime tracce della Grande guerra. 

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E nelle buche trovo anche la neve caduta la settimana scorsa. 

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Le Cime sono più lontane ma meglio visibili. 

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Alla mia destra una bellissima guglia mi fa sussultare. 

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Poi proseguo ancora verso sud. 

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Ecco, direi che questa inquadratura potrebbe andare per l'alba di domani mattina. 

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Inquadro la cima più alta delle Lavaredo. Che meraviglia di scultura!

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Da questa posizione potrò vedere bene anche il Cristallo.

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Ma le protagoniste saranno loro. 

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A presto per la seconda puntata. Ragazzi, siamo solo all'inizio!

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2 commenti:

WordsOfSilence ha detto...

Ciao!

Per evitare il pedaggio delle Tre Cime, noi l'anno scorso siamo partiti dal Casello di Misurina a piedi, lasciando la macchina al Lago e salendo tramite sentiero + tagli fino al Rifugio Auronzo in 1h 30m, poco più; così facendo tra l'altro risparmi soldi, ma il tempo ovviamente lo perdi. Poi avevamo fatto il giro delle 3 cime e ridisceso di nuovo a Misurina per un totale di 17,5 km.

Oscar ha detto...

Che dirti...ci sono stato...varie volte, ma non ho mai avuto la possibilità di fotografare le cime con la luce che c'era il giorno in cui sei andato tu. Vedere le tue foto è come vedere quei luoghi esattamente come sono. Non sembra di osservare foto di un reportage ma di essere li' di persona. Semplicemente bravo. Foto emozionanti e ricche di luce e di emozioni.

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