06 settembre 2010

Motociclisti sulle Dolomiti: categoria da evitare

Questa mattina ho scritto un commento abbastanza piccato ad un post su Motoblog.it intitolato "Maga tour delle Dolomini". A parte il titolo con doppio e palese errore ancora non corretto, trovo che il contenuto del post sia perfettamente calzante per far capire a chi non vive da queste parti, ciò che succede sulle strade dei passi dolomitici. Spessissimo le strade sono scambiate per circuiti da gara, con comportamenti spericolatissimi, un continuo atteggiamento errato, noncurante delle più elementari regole del codice della strada.
Ogni volta che percorro le strade dei passi Dolomitici (Sella, Gardena, Pordoi, Falzarego, Giau, e chi più ne ha più ne metta), è sempre la stessa storia e l'ultima volta sul Falzarego, stavo per mandare a quel paese un gruppo di 3 motociclisti che mi stavano attaccati al culo e continuavano a zigzagare per tentare di sorpassare, nonostante stessi già andando al limite massimo di velocità consentito. Alla fine han superato in un punto assurdo, con una curva e una strettoia in cui non c'era visibilità. A momenti si schiantavano tutti e tre contro un auto che arrivava in senso opposto. Per non prenderla si sono spostati sulla mia corsia e l'ultimo motociclista c'è mancato un capello che mi saltasse sul cofano.

Questo il mio intervento su Motoblog.it.:

Scusate ma non riesco a fare a Claudio nessun complimento, anzi…
Sono un fotografo naturalista, abito sulle Dolomiti e le vivo in ogni stagione osservando e fotografando il mutare della natura e percorrendo i migliaia di sentieri che si snodano tra un gruppo dolomitico e l’altro.
Quando arrivano i primi caldi tardo primaverili, spostarsi in queste zone diventa pericoloso, e so già che dovrò essere molto più attento nel percorrere in auto le strade e i tornanti che portano ai passi più famosi. Il motivo di tanta preoccupazione sono i motociclisti che nel 95% dei casi scambiano le curve trentine per quelle di una pista. E qui non si tratta di luogo comune o modo di dire: io vedo ogni anno le stesse identiche scene. Ho provato ad attirare l’attenzione con il clacson per evitare questo tipo di guida ma non serve assolutamente a nulla.
L’atteggiamento in strada di questi motociclisti indisciplinati è sempre il solito:
• Velocità superiore ai limiti consentiti
• Azzeramento della distanza di sicurezza e moto attaccate al paraurti dell’auto davanti
• Costante andatura al centro della carreggiata con evidenti e continue situazioni di pericolo
• Sorpassi continui anche in curva
• Invasione della carreggiata opposta in moltissime situazioni, anche in curva
Ditemi voi se queste sono le condizioni ideali per viaggiare su queste strade già pericolose di suo. Delle volte mi è capitato di dovermi spostare con l’auto perchè motociclisti provenienti dalla corsia opposta sfrecciavano nel mezzo della carreggiata. Senza parlare delle occasioni in cui l’automobilista viene infastidito e di conseguenza distratto dalla spericolata andatura delle moto. Sono decine e decine ogni settimana gli incidenti sulle Dolomiti che coinvolgono motociclisti italiani ma anche tedeschi, svizzeri e di altre nazionalità, che si divertono a slalomeggiare tra le autovetture come se fossero birilli.
Questo non è il miglior sistema per godersi le Dolomiti. Proprio no. E non bastano neppure i tanti cartelli pubblicitari che vengono affissi nelle statali qui nei dintorni. Sono messaggi riservati proprio al motociclista e al suo sregolato sistema di guida. Datevi una regolata! Si può viaggiare su queste strade piene zeppe di curve, anche con una andatura che rispetti i limiti di velocità, stando all’interno della propria carreggiata e superando solo ed esclusivamente quando la strada lo consente. Non esiste scrivere in un post come quello qui sopra: “Curve medio-veloci”, “ingarellamento”, “divorare la strada”. Sono frasi che si commentano da sole e che non danno un buon esempio. E poi invece le autostrade diventano noiose, certo.
La rete stradale, mettetevelo in testa una buona volta, non è il percorso di un videogioco: lì sopra ci sono mamme con bimbi nella loro utilitaria, intere famiglie che viaggiano, ragazzini che hanno appena preso la patente, ciclisti, pedoni, carrozzine… Cosa si deve fare per far cambiare atteggiamento a questa categoria di persone?
Ditemelo voi.

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25 commenti:

Maos ha detto...

Ti do un mega quotone qui e, se si potrà, quoterò anche il tuo medesimo intervento sul blog indicato.

Penso di averne il titolo: ho trent'anni e da venti sono paraplegico per merito di un simpatico signore che con la moto ha fatto quello che voleva, spedendomi dritto dritto, nel bel mezzo di un rettilineo in cui ha ben deciso di "divorare la strada", su di una comodissima sedia a rotelle per il resto dei miei lieti anni!!! :-)

Momo ha detto...

Maos, ti conosco da parecchi mesi ormai, e sentire questa notizia mi ha fatto raggelare il sangue. Mi spiace tantissimo, credimi. Quello che hai detto si commenta da solo. Non ho parole.

JUJU ha detto...

Caro Momo, un po' mi sorprende leggere un commento così generalista proprio da te che non lo sei affatto, anzi.
Io, per la stessa esperienza che vanti in questo post, posso dirti che tutto ciò che hai scritto è valido esattamente al contrario: come motociclista rispettoso delle regole guido terrorizzato il 95% delle volte in mezzo ad automobilisti che fanno gare di sorpasso su strade di montagna e campagna, guidatori della domenica che sterzano improvvisamente senza mettere la freccia, che si buttano in sorpasso mentre tu stai giungendo già in sorpasso. Maschi al volante che lottano tra loro, in città, per vedere chi ce l'ha più grosso (spesso lo fanno in presenza di ragazze, in auto con loro, che assumono sguardi fieri e ammirati della palese impotenza dei loro accompagnatori).
E gli esempi sono infiniti.
Il problema non è, come asserisci tu, di categoria motociclistica: potrei farti tana dicendoti che ragioni da automobilista, ben sapendo che se mai tu dovessi un giorno guidare una moto, da persona con senso civico, ti renderesti conto di tutto un altro mondo e riscriveresti altrettanto imbufalito questo stesso post, ma al contrario.
Il problema alla fine è solo questo: la stragrande maggioranza degli esseri umani è affetta da una grave forma di fallocefalea (che comporta fra le altre cose perdita totale di senso civico, rispetto e cura del prossimo) e non importa se sotto le chiappe hanno due o quattro ruote.

Anonimo ha detto...

Anche io condivido il tuo pensiero, sono però anche convinta che purtroppo la categoria di persone che è affascinata dalla moto lo è per l'ebrezza che la velocità di questo mezzo le fa provare. Ecco quindi facilmente trovato il binomio moto=volocità. Le persone che come giustamente tu suggerisci amano viverle le Dolomiti più in libertà rispetto alla macchina si prendono uno scooter. Temo che quei cartelli manco li vedano.
Lara

JUJU ha detto...

Mentre scrivevo non ho letto il commento di Maos e vorrei aggiungere una riga.
Sono sinceramente addolorato e, credimi, so benissimo cosa significhi ciò che ti è accaduto.
Ma io posso portare una testimonianza "dall'altra sponda": mio cugino ha perso la vita a 19 anni perché un automobilista è passato con semaforo rosso, in città (a 103 kmh!), travolgendolo in pieno mentre passava all'incrocio.
Questo solo per dire che, come ho scritto sopra, accanirsi contro questi o quelli non ha alcun senso.
Il problema è altrove.

Momo ha detto...

Juju, premettiamo intanto che il mio post non è affatto generalista ma già dal titolo fa capire a che categoria di motociclisti mi sto rivolgendo.
Io non dico che anche tu abbia ragione, dico solo di venire con me una volta sui passi che ho nominato e poi contiamo quanti pazzi in moto incontriamo e quanti in auto. Scommettiamo che vinco io 10 a zero?

Momo ha detto...

Lara, la velocità se la possono mettere in quel posticino. Anche le case motociclistiche che fanno bolidi che vanno a 280 all'ora in strada dovrebbero essere incriminati.
Guarda solo la settimana scorsa che facevano giù al sud in autostrada: le gare a 300 km orari.

Anonimo ha detto...

JUJU: sono daccordo con te quando dici "la stragrande maggioranza degli esseri umani è affetta da una grave forma di fallocefalea (che comporta fra le altre cose perdita totale di senso civico, rispetto e cura del prossimo) e non importa se sotto le chiappe hanno due o quattro ruote".
Io vivo in pianura.
Ti assicuro che quello che descrive perfettamente Momo succede anche qui. Noi automobilisti dobbiamo rispettare il codice civile pena la perdita di punti, ritiro della patente e magari sequestro del mezzo. I motociclisti invece possono fare quello che vogliono: circolare su strade extraurbane a velocità folli, impennate per far vedere che loro ce l'hanno decisamente grosso, partenze mozzafiato per dimostrare che la loro moto ha un motore a reazione, etc. etc.
Prova a chiedere a quelli che lavorano nei prontosoccorsi degli ospedali cosa succede ogni primavera. Ciao
Silvano

JUJU ha detto...

Momo: ho capito bene a chi ti rivolgi, e conosco bene anche io quella situazione, dato che come ben sai vengo anch'io in moto sulle dolomiti.
E proprio lì ho rischiato la vita più volte grazie ad alcuni automobilisti.
La differenza è che io me la prendo con il coglione che guida il mezzo, non con la categoria.
Contesto il concetto di "categoria di motociclista", come di automobilista o camionista, in quanto esiste un'unica categoria di "bastardo" che appartiene indiscriminatamente all'Uomo: sia che corra con due, quattro o 12 ruote.
Tutto qui.

JUJU ha detto...

Silvano: ripeto ancora che so benissimo cosa succede (dato che sono anche automobilista).
Ma io parlo di problema civico almeno dell'italiano medio in genere, ma qui mi pare invece che si voglia solo fare campagna a senso unico.
Come dicevo prima se non si conoscono tutte le situazioni si è ciechi nel giudizio.
faccio un altro esempio che conosciamo tutti: quando siamo al volante dela nostra auto ci incavoliamo con buona parte dei pedoni, perché questi si buttano attraversando spesso fuori dalle strisce, senza guardare, oppure con il semaforo pedonale rosso, oppure camminano in mezzo alla strada, ecc...
Tutto sacrosanto.
Poi però, quando siamo noi i pedoni (anche rispettando il codice), imprechiamo contro gli automobilisti che non rispettano il semaforo pedonale, che se ne fregano se siamo sulle strisce, che sfrecciano a velocità invereconde facendoci il pelo, che sorpassano quegli automobilisti che si sono fermati per far passare una mamma con carrozzina, ecc...
Vero o no?
Dai, non bluffate adesso. ;-)

Maos ha detto...

Posso aggiungere un dettaglio?

Non sono un disabile che si piange addosso e reclama diritti. Sono un handikappato (con la K) felice e fiero di esserlo. Se io sono diversamente abile voi siete diversamente normali. Questo per dire che quando vorrò il dispiacere e la compassione di qualcuno, semplicemente e come sono abituato a fare quando ho bisogno di qualcosa, LE CHIEDERO'! ;-)

Sono al 100% con JUJU e, al tempo stesso, con Momo. Mi spiego.

Io non me la prendo con la categoria dei motociclisti; me la prendo con la categoria dei motociclisti COGLIONI. Così come sono con JUJU quando se la prende con la categoria degli automobilisti COGLIONI, e non con gli automobilisti in toto. E' altrettanto vero che, se dovessi PERSONALMENTE fare una classifica QUANTITATIVA e non QUALITATIVA, beh, inutile dire che quelli a 2 ruote non proprio prudenti superano di gran lunga quelli altrettanto stupidi a 4 ruote.

Penso il discorso abbia più che altro a che fare con quel gusto per il viaggio spericolato di cui qualche utente parlava nei post qui sopra. Insomma: non voglio nè generalizzare nè discriminare, ma dire che sicuramente il problema c'è, e non è sentito solo in montagna o in pianura. E che credo, ma questa è una mia opinione, che statisticamente siano i motociclisti i più spericolati (benchè, ed è altrettanto vero, in città stia nascendo una nuova specie: l'automobilista da SUV, che nella stragrande maggiornaza dei casi con il suo stile sbarazzino di guida risulta simpatico come un brufolo sul popò... ).

Momo ha detto...

Juju, a parte che non capisco questo tuo accanimento insistito (hai scritto pure di là cose che avevi già scritto qui. Che pensi, che non ti legga? Hai paura che la categoria ne esca malvista?), ti ribadisco che io non voglio fare nessuna campagna e non voglio che le mie parole vengano prese come spunto per dire altre cose diverse da quelle che ho scritto.
Lo ripeto: il 95% dei motociclisti che scorrazzano sui passi dolomitici guida in modo pericoloso, per sè e per gli altri. E non puoi dire di no! Lo sappiamo tutti che chi ha voglia di far pieghe sui monti, curve continue, e slalom tra i tornanti viene da queste parti. Non ci prendiamo per il culo per favore. Il risultato è che qui si concentrano, come li hai soprannominati tu, tutti i motociclisti affetti da fallocefalea.
Tu poi dovresti saperlo, perchè è proprio insito nel DNA del motociclista che appena ci si trova un'auto davanti, si pensa immediatamente al suo sorpasso, noncuranti delle mille cose che possono succedere in quegli istanti.
Leggi il tuo primo commento. Dici: "...guidatori della domenica che sterzano improvvisamente senza mettere la freccia..." La vedi l'incongruenza? E allora te la faccio notare io. Ti senti in pericolo in frangenti come questo, perchè tu sei nel posto sbagliato e cioè attaccato al culo dell'auto che gira senza mettere la freccia e perennemente in centro alla carreggiata. Se tu invece fossi nel mezzo della tua carreggiata e con la distanza di sicurezza giusta, non ti capiterebbe nulla e te la caveresti con una strimpellata di clacson da dare al coglione in questione, che in ogni caso la freccia la DEVE mettere per svoltare a sinistra.

In sintesi, io che vivo qui so di cosa sto parlando perchè lo vivo ogni giorno, leggo i giornali locali, vedo ciò che succede sulle strade, parlo con gente. Ti posso assicurare che da maggio a settembre, girare per quei tornanti non è semplice.

JUJU ha detto...

Momo se io sono in sorpasso dove posso, cioè in rettilineo lunghissimo con linea di mezzeria per il sorpasso e senza nessuno che provenga dall'altra parte, e uno stronzo senza nemmeno mettere la freccia mi taglia improvvisamente la strada mettendosi anche lui in sorpasso nel momento esatto che io sono a fianco alla sua auto costringendomi ad una frenata brusca che quasi mi fa ammazzare non significa che gli sto attaccato al culo: significa che uno stronzo per poco non mi ammazza.
E' questo che non capisco di te, oggi: io so benissimo come sono i motociclisti estivi da montagna, o quelli della domenica ovunque, come so benissimo che il problema del coglione è diffuso in tutti i settori, ma a me sembra che per te guidare una moto voglia solo e comunque dire che si delinque "de facto", e non c'è obiettività in questo.
Io non sto affatto difendendo i motociclisti, come non difendo nessun imbecille che si rende un pericolo per sé e per gli altri fregandosene delle regole del vivere civile, ma non riesco a sopportare le crociate generaliste che restano sterili e che non vanno a fondo ad analizzare i problemi che stanno a monte di comportamenti incivili e strafottenti del, chiamiamolo, "popolo della strada".

Per la cronaca: dato che si possono fraintendere gli umori dietro le parole scritte tengo a precisare che non sono né astioso né arrabbiato. E avrei scritto le stesse identiche cose si fosse parlato di automobilisti, camionisti, monopattinatori e corridori con sacchi. ;-)

Momo ha detto...

JUJU, tu hai descritto una situazione tipo in cui eri in sorpasso, ora hai aggiunto altri particolari. Stiamo parlando per ipotesi e per esempi, non nel caso specifico. Nella situazione da te descritta nell'ultimo commento, ovvio che hai pienamente ragione tu.
Comunque sembra che non ci capiamo: il mio post non è un proclama, non è un disegno di legge da mandare in parlamento domani, non è un editto nè tanto meno un decreto. Era una semplice constatazione dei fatti, era una osservazione che più volte mi è balenata in testa girando per il trentino e incontrando più volte, anzi moltissime volte, motociclisti teste di cazzo, che guidano come dei dementi. Ecco, io parlo di LORO E SOLO DI LORO. E' chiaro? Spero di si.

Zion ha detto...

non posso che quotare maos nel suo ultimo commento. tutto il resto è superfluo.
bravo Momo che hai aperto un dibattito nella sua sede più consona (sotto a un post di un motociclista che non ha compreso la pericolosità delle sue azioni) e in maniera piuttosto ragionevole.
Per quanto riguarda Juju, credo che se abbiamo capito come ci si deve comportare in strada (con l'auto o moto), non è necessario puntualizzare chi è il più cattivo :) l'importante è non nascondersi dietro al "lui è più cattivo di me" (tu non lo stati facendo eh?) e invece cercare di far ragionare tutti. In maniera costruttiva :)

JUJU ha detto...

Zion è quello che sto cercando di dire dal primo commento.
Non solo non ritengo opportuno continuare a dire "i motociclisti", "gli automobilisti", ecc...ma non credo nemmeno che, come spesso si sente dire in giro, tutto si possa risolvere con un semplice "bisognerebbe inasprire le sanzioni del codice" oppure "bisognerebbe educare già i bambini al rispetto del codice della strada".
Il problema, secondo il modesto parere, è che bisognerebbe proprio rieducare tout-court l'italiano in tutto.
Viviamo in un sistema che ci ha abituato all'idea che se se sei furbo più degli altri puoi fare quello che vuoi e non ti succede nulla, che se anche vieni "pizzicato" non esiste certezza della pena, che se commetti un reato, per quanto piccolo sia, comunque lo fanno tutti oppure qualcuno ne fa di peggio e gira libero e allora perché tu devi passare per scemo?
E questo sistema siamo tutti noia mantenerlo vivo. Anche se magari proprio noi ci comportiamo nel rispetto delle regole.
Lo manteniamo anche nel momento in cui diciamo "lui è più cattivo di me", come hai scritto giustamente tu, oppure quando cadiamo nel trappolone di identificare delle categorie come responsabili di un malessere o di altro.
Il rischio, parlando per esteso e per eccesso, è di cadere poi nelle stesse dinamiche che portano certe persone a parlare di bianchi e negri, fascisti e comunisti, ebrei, arabi, ecc...
Le categorie non esistono: sono degli alibi per non vedere oltre e non voler affrontare i problemi reali e profondi che ci portano ogni giorno sempre più a guardare il nostro orticello sempre più striminzito e a difenderci non si sa da che o chi.
Non esiste il rispetto, la cultura, figuriamoci la cultura del vivere comunitario, l'educazione: non esiste più il concetto (ma nemmeno il sospetto) che il rispetto e la collaborazione all'interno di regole civiche porta solo crescita per tutti.
Il problema non è il motociclista attaccato alle chiappe di Momo o l'automobilista che mi taglia la strada: il problema siamo noi con la nostra ignoranza e il nostro menefreghismo generalizzato.
La perdita di tutti questi valori sociali e culturali comporta la perdita, fra le altre cose, del senso del valore non solo della vita propria e degli altri, ma anche del valore della persona stessa intesa come essere capace di evolvere e di evolverci.

Scusate la filippica.

Cius ha detto...

La questione è semplice: la moto è intrisecamente più pericolosa della macchina per chi la guida e la maggior parte della gente che si prende una moto lo fa per correre e usare le strade come piste. Conosco e frequento spesso (in auto) i posti descritti da Momo. Ha ragione lui: su quelle strade 9 su 10 sono persone che del paesaggio, della natura, della bellezza del "viaggiare" non gliene frega nulla. La strada diventa pista, le curve generano divertimento e la sicurezza inevitabilmente si abbassa. Le macchine sono lumaconi da lasciarsi al più presto alle spalle.
Non c'è lo stesso numero di automobilisti che si prende un auto sportiva per "correre" allo stesso modo. Ne troverai uno, di fesso, che in auto fa il deficiente contro molti più motociclisti già descritti più volte.
Quindi non si vuole creare un assioma generalista motociclisti=coglioni, si vuole solo dire che in certi luoghi si raggruppa proprio quella categoria di individui (questa volta sì coglioni) che amano correre. A scapito della sicurezza loro e altrui. E questo è un dato di fatto.

Ho amici che amano andare in moto rispettando limiti e usando la testa oltre che il casco per fortuna. Ma anche in loro nasce talvolta il desiderio di "tirare" un po' di più del solito. In sicurezza certo (chiamiamola così), magari sulla strada deserta e per 5 secondi soltanto.
Ma lo fanno.
Forse perchè è il mezzo stesso e la sua potenza che invitano a farlo.
E' una questione di educazione.
Momo, dalle sue parti, evidentemente è pieno di maleducati.

Momo ha detto...

Cius, finalmente! Finalmente uno che capisce quello che volevo dire, senza filippiche, o giri di parole. Lineare, chiaro e dritto al problema. E basta, cacchio! Non facciamo diventare un semplicissimo concetto un affare di stato.
Qui sui passi dolomitici c'è questo problema, lo sanno tutti, lo sa l'amministrazione provinciale che spende milioni in campagne di prevenzione affisse lungo tutte le statali dolomitiche. Juju, chiediti perchè quei cartelli non ci sono in autostrada.
E' qui il divertimento, è qui che arrivano tutti a fare quello che ho descritto nel post. Ma hai visto gli aggettivi che ha usato il tipo nel sito di motoblog? Lui ne parlava serenamente e tranquillamente, come se fosse normale catalogare i tipi di curve presenti sulle varie statali. Ma dico, ma dove siamo? E se un giorno uno di questi mi sbuca fuori da un tornante a tutta velocità e travolge mio figlio, che devo fare? Pensare che data la natura delle strade, questi signori sono giustificati nel fare ciò che fanno? E poi diciamo anche che la metà di questi motociclisti sono stranieri e questo complica ancora di più le cose.

Cius ha detto...

Apro una piccola parentesi: a proposito di figli. Io ne ho uno piccolino e da quando è con noi il tema velocità è entrato di botto in casa. Se ne discute spesso. Siamo diventati, io e mia moglie, molto più attenti di quanto fossimo prima. Perchè capiamo che un bambino a mano, nel passeggino, ecc sia un "impiccio" data la sua lentezza e la sua imprevedibilità per le auto, le moto, ecc. E quindi l'attenzione è raddoppiata.
Con essa forse la stessa insofferenza alla frenesia delle nostre strade. Macchine, moto, camion, non fa differenza. Se le guardi con gli occhi di un bimbo assumo l'aspetto di mostri. Non c'è rispetto alcuno. O per lo meno molo poco e in poche occasioni.
Il nostro mondo, per dirla con una frase fatta, non è a loro misura ma me ne sono accorto solo da qualche anno a questa parte.
Quando poi sono io quindi che mi trasformo in automobilista sto cento volte più attento agli "altri" di quanto non facessi prima. Come se là ci fosse mio figlio. Sempre.
Si guida più rilassati, più calmi, si arriva comunque a destinazione e il tempo assume davvero il significato di viaggio che dovrebbe avere, e non di "gara" contro l'umanità intera.
Mio figlio e la sua sicurezza e incolumità sono state la molla che ha fatto scattare una propensione all'altro che, pur non essendo mai stato io uno spericolato, forse prima non avevo sviluppato.

Che volete che vi dica.
Qualcuno parla di moralismi. Se servono per salvare vite, meglio parlarne.

paolo69 ha detto...

Concordo una cosa con Cius, anch'io da quando sono papà ho cambiato il modo di guidare e viaggio con un altra "serenità"... e io sono anche un motociclista, ma non che prima fossi spericolato, quindi come già detto da JUJU concordo in pieno che non è il mezzo in se a essere pericoloso, ma il cervello di chi lo usa!! poi che sui passi dolomitici ci sia una concentrazione così alta di "intutati" (così li definsico io...) è un altro paio di maniche ma non concordo che le moto di per sè siano un mezzo "solo per correre", ci sono tanti mototuristi che la usano nel modo giusto per scoprire le bellezze e i panorami e non è giusto generalizzare.

Sono d'accordo con Momo che è criminoso fare moto da strada che fanno i 300 all'ora, ma è così anche per le macchine o sbaglio? così come da sempre si fanno le gare di velocità su strada con le macchine truccate, o sbaglio?
quindi non diciamo cavolate, non serve uno "scooter" per godersi le montagne, va bene qualsiasi mezzo basta avere cervello.

P.S. sui tornanti dolomitici molto spesso sono pericolosi anche i ciclisti, che in discesa ti soprpassano a più di 60 km all'ora, eppure la bicicletta di per se non è un mezzo pericoloso!!

Khassad ha detto...

Come detto da altri, anche io penso che non sia il mezzo di trasporto a marchiare la categoria di persone, nel senso che l'incoscienza si ritrova nei guidatori (di auto, moto, etc) in modo trasversale.

E' anche vero, come dice Momo, che in certi luoghi e in certe occasioni, il "motociclista" ci va apposta per "uscire dalle righe". Per le auto ci sono altri luoghi e altre occasioni.

Sono due le cose ovvie darebbero una svolta:
- Per i danni a cose e persone fatti quando si è alla guida di un mezzo di trasporto, non dico che ci sia l'impunità, ma un grosso abbattimento della responsabilità si. Sarebbe un po' da rivedere.
- Visto che non è MAI permesso superare i 130Kmh, TUTTI i mezzi di trasporto dovrebbero essere limitati di fabbrica a tale velocità. E non accampate scuse, perchè non esistono, casomai c'è da rifarsela con i limiti.

Anonimo ha detto...

Tanto per generalizzare un altro po': io sono un mototurista di abbastanza lungo corso e conosco bene il problema delle strade di montagna impestate di "smanettoni";
infatti per godermi in santa pace le stupende strade dolomitiche le frequento a giugno o luglio al massimo e possibilmente non nei week-end; quando insomma la maggior parte dei motociclisti presenti NON sono italiani...


Buona strada a tutti
The Mad Max

austenite ha detto...

Caro Momo, sono stata motociclista fino a due anni fa, ed ho avuto il piacere di percorrere buona parte dei passi dolomitici.
Tutto quello che hai scritto è giusto, ma generalizzare non è corretto.
Io mi sono sempre guardata dall'invadere la corsia altrui, in montagna volevo anche godermi il paesaggio!
E come me molti altri!
Siamo sulla strada anche noi come voi automobilisti, non dimenticate.
E ci facciamo male forse più di voi.

CIAO!
Annamaria-pamp

Anonimo ha detto...

le parole di difesa pronunciate dai motociclisti sono comprensibili, ma allora chi sono quegli strani personaggi in sella alle moto che guidano sulle strade alpine come al gran premio, che ti stanno a culo, che il sorpasso ad ogni costo ed in ogni dove è cosa obbligatoria....( io sono trentino e li vedo )...poi tempo ieri è morto uno svizzero perchè un coglione a quattro ruote ha invaso la corsia opposta all'imbocco di una galleria in zona industriale con scontro frontale fatale per il motociclista.Luca

Anonimo ha detto...

@luca:
"quegli strani personaggi in sella alle moto che guidano sulle strade alpine come al gran premio"
secondo il mio modesto e personalissimo parere sono personaggi che hanno una moto, non sono motociclisti.

Ciao
The Mad Max

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