13 luglio 2010

Alla forcella dei campanili (Latemar) (2)

Qui la prima puntata.
Dopo il mega pratone che mi ha portato a quota 2300 metri circa, a ridosso della zona rocciosa, eccomi pronto ad imboccare un sentiero decisamente più marcato ma anche più frequentato. Il sole picchia e tutta la zona è completamente priva di alberi, ma non c'è un caldo insopportabile. Le vesciche ci sono e si fanno ancora sentire, ma si prosegue: il "Torre di Pisa" 300 metri più sopra, mi attende.

Ecco dall'alto il sentiero 516 a cui mi sono collegato da poco.

E questo è il panorama che ho dietro le mie spalle mentre salgo sul Latemar.

Vi accennavo nel primo post dedicato a questa escursione, che qui a 2000 metri la natura si è svegliata relativamente da poco e che i fiori sbocciano in questi giorni, ma la cosa ancor più interessante da seguire, è che mano a mano che ci si alza di quota, è come salire sulla macchina del tempo e retrocedere di settimane, mesi, all'interno della stagionalità floreale e arbustiva.

Infatti a metà del tratto di sentiero che sto percorrendo, mi imbatto in altri tipi di fiori, ancor più belli e preziosi dei precedenti.

Ecco comparire una Genziana di koch o Genziana Acaulis, una delle regine dei prati.

Ben presto ne vedo spuntare altre e altre ancora. Sono circondato.

A differenza di quelle che sono abituato a vedere a basse quote o nei vivai, queste Genziane sono piccolissime, arrivano a malapena a 4-5 cm di fiore.

Sempre nella stessa zona noto l'inconfondibile blu elettrico della Genziana Nivalis, bellissima anche lei.

Anche questa specie cresce in abbondanza in questa zona.

E poco più avanti è tempo dell'Anemone Sulfureo

Devo però concentrarmi, il sentiero si è fatto molto impegnativo. E per dispetto tre tipi scendono giù letteralmente correndo. Probabilmente si stanno allenando per la gare di vertical race o simili.

Eccomi vicino alla Dolomia, la roccia che rende famose e lunari le Dolomiti.

Sono a quota 2500 metri circa e compare anche la neve in un avvallamento poco esposto al sole.

Laggiù incastonato tra le montagne, si intravede Predazzo.

Altri incontri floreali. La mitica Stella alpina, ancora in fase di crescita. Sarà l'unico esemplare che avvisterò durante l'escursione.

Il papavero alpino.

La bellissima Linaria Alpina.

E questo è il Cerastio Unifloro, detto anche Papaverina dei ghiaioni.

Manca poco al rifugio, ma ci sono ancora dei tratti molto tosti da fare. Come vi accennavo prima, gli escursionisti col passare delle ore, sono aumentati e non sono certo solo.

Un passaggio un pò delicato da fare.

Ci siamo quasi.

Et voilà, arrivati al Rifugio Torre di Pisa a 2671 metri.

Qui trovo gente che si riposa, che si rifocilla e si prepara per ripartire verso altre mete.

La fune d'acciaio che tende la struttura montata per portare in quota viveri e altro materiale utile al rifugio.

In cima posso finalmente scorgere l'altro lato del Latemar. Qui vedo in lontananza quella che dovrebbe essere la mia prossima meta: la forcella dei Campanili, per poi affrontare la ferrata omonima, ma quest'ultima è fortemente in dubbio a causa delle mie vesciche.

Lo stupendo panorama dal Rifugio Torre di Pisa verso l'alpe di Pampeago.

E' tempo di mettere qualcosa sotto i denti, ma per farlo non ho intenzione di stare in mezzo alla cagnara. Mi viene in mente che potrei andare a mangiare proprio sotto la Torre di Pisa, la formazione rocciosa che da il nome al rifugio e che è a 10 minuti da qui.
Alla prossima puntata!
(TPP) 1 ora e 45 minuti.

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11 commenti:

Carlo ha detto...

fa molta impressione l'altezza

Stnd ha detto...

5 giorni fa ero sulle Dolomiti, ieri ero al mare, adesso sono a casa nel caldo allucinante... sono un girellone e vorrei tornare in montagna perché qui non si respira!
Nella escursione Momo: come stai delle vesciche?

Nando ha detto...

Ciao Momo, bellissime foto come sempre.
Sabato prossimo ho in programma di salire a cima Stellune con partenza da ponte Conseria.
Se ti va si potrebbe fare l'escursione insieme.
Che ne pensi?
Ciao.
Nando.

eliana ha detto...

Ma tu viaggi con un dizionario botanico in tasca.. o conosci i nomi dei fiori a memoria????? (la mia è pura invidia!!!!!)

JUJU ha detto...

Eheheh oramai sei diventato un esperto di ferrate...ho creato un mostro.
Chissà se sei riuscito a farla nonostante le vesciche.
Il panorama dal Bivacco Rigatti è strepitoso!

Momo ha detto...

Carlo, ah si? Allora aspetta di vedere ciò che ho fotografato alla forcella...

Nando, caspita mi piacerebbe molto, ma tu partiresti dal versante opposto di dove sono io. Un bel pò lontanuccio considerando anche che l'escursione è lunga. Magari un altra volta, con un altro giro! Grazie per l'invito!

Stnd, la storia delle mie vesciche la saprai presto. Stai sintonizzato! Va che comunque fa caldo anche qui eh! :-)

Eliana, hehehe diciamo che oramai i fiori da riconoscere son sempre quelli. All'inizio mi sono documentato, ho comprato delle guide e dopo averle sfogliate varie volte ho memorizzato. Poi se non mi ricordo qualcosa, son sempre in tempo a fare raffronti tra le mie foto e quello che trovo sui libri.

Juju, uella, account nuovo? Paghi da bere! Eh, si da quando mi hai iniziato alle ferrate, ogni tanto mi scatta la voglia. Ciao!

franchino ha detto...

Ciao Momo, sono stato per le tue belle lande dolomitiche due settimane fa in occasione della traslaval. Scenari sempre meravigliosi!

Ti volevo chiedere se per caso conosci il significato delle costruzioni di pietra a forma pramidale che si possono incontrare in montagna. Noi in gita sul Sass Pordoi ne abbiamo trovato una spianata piena: http://picasaweb.google.it/costanza.fasolis/Traslaval2010GitaAlSassPordoi#5491844591066620610, grazie mille!

Momo ha detto...

Franchino, ho risposto a questo quesito in un post precedente questo. Ti riporto la risposta:

I significati delle costruzioni piramidali di pietra possono essere sostanzialmente due: il primo è segnaletico. Queste sovrapposizioni vengono dette "omini di pietra", e servono per segnalare il sentiero in spazi dove la visibilità è scarsa o dove non c'è la possibilità di altri tipi di segnalazione (ampi spazi aperti, ecc..).
Il secondo è artistico. Ultimamente ci sono numerosi artisti che si "divertono" a mettere in equilibrio svariati numeri di pietre formando delle torri. Anche dove sono passato io ieri, qualcuno ha cercato di emulare questi artisti.

franchino ha detto...

Ti ringrazio!

Anonimo ha detto...

Forse ci sei andato. Guardando il rifugio c'è il sentiero che porta alla guglia pendente come la Torre di Pisa. Di lì si vede come i gruppi dolomitici di quest'area erano degli atolli in un mare il cui bagnasciuga si trova nella Val Pusteria.
Come al solito belle le foto.
Romano

Momo ha detto...

Romano, non ho fatto caso alla guglia di cui parli, ma questa estate ci torno e la cercherò. Grazie!

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