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31 marzo 2011

Un detersivo travestito da iPhone

Alle volte noi creativi, in fase di creazione, ci lasciamo prendere un po' troppo la mano. E così la nostra magari in quel momento stitica immaginazione, spazia pescando a piene mani dalla filosofia del mondo Apple, mondo che presumo il 95% degli art director adori e conosca molto bene. Mondo col quale i cervelli pubblicitari di tutto il mondo convivono per la maggior parte del tempo passato con le gambe sotto la scrivania dell'ufficio. Fatta questa premessa, devo dire che l'art che ha ideato questo spot ha veramente esagerato. Guardate:

Io non ho parole. Chi conosce iPhone e il suo sistema operativo sa di cosa sto parlando. Ogni gestura presente in iPhone è stata sfruttata per movimentare il prodotto in questione. Addirittura il tremolio che si produce quando tenendo premuta l'icona di una App la si vuole cambiare di posizione. Incredibile!! Ma Apple sarà d'accordo? In ogni caso sono centinaia gli esempi in pubblicità, grafica o TV che usano scimmiottature più o meno evidenti dello stile comunicativo Apple: ricordo a memoria i riflessi sotto gli oggetti in campo bianco o nero, lo scorrere di schermate con effetto 3D in stile iTunes, le gesture stile trackpad dei macbook, e infine tutto l'infinito mondo di gesti usati per far funzionare la famiglia di prodotti touch commercializzati da Apple. Una vera e propria miniera di comunicazione multimediale che art e copy sfruttano ogni santo giorno. Ringraziamo San Steve!

La storia di Jobs raccontata da Elliot

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E' uscito in libreria da pochissimo, un libro sulla vita, soprattutto lavorativa, di Steve Jobs. Libri sul CEO di Apple ne sono usciti parecchi, ma questo mi ha subito incuriosito perchè scritto da una persona che gli è stata accanto per tanto tempo e che ha potuto capire veramente nel profondo chi è Steve e come si comporta nella vita di tutti i giorni. Il libro si focalizza molto anche sull'aspetto manageriale di Steve, di come riesca ad ottenere sempre il massimo dalle persone e dai mezzi che lo circondano. E' per quello che ho subito acquistato il libro in libreria (19,90 euro).

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Se siete curiosi di leggerlo, potete comprarlo ad un prezzo molto interessante su Amazon.it. Il libro è bello spesso con 256 pagine rilegate con copertina rigida. Un libro che un fan Apple della prima ora non può non avere.

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29 marzo 2011

Lo Tsunami in presa diretta

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Sono passati 18 giorni da quel terribile 11 marzo 2011 che ha segnato forse per sempre le terre del Giappone. Dieci minuti dopo la potentissima scossa di magnitudo 9, si abbatteva sulle coste nipponiche uno spaventoso tsunami, vera causa del disastro ambientale, con forza sempre maggiore di minuto in minuto e con ondate alte fino a dieci metri. Guardate questi due drammatici video caricati su YouTube poche ore fa e girati in presa diretta proprio nel momento in cui il mare si ingrossa sempre più, diventando una enorme massa distruttiva con una forza spaventosa, come solo l'acqua in natura sa essere. Siamo nella prefettura di Kesennuma City, una delle più colpite dallo Tsunami, insieme a quelle di Miyagi e Iwate.

Ecco un altro eccezionale documento, ripreso direttamente dalla costa. Le onde si alzeranno sempre più inaspettatamente. Lo tsunami è subdolo e non arriva in un unica ondata, ma spesso aumenta la portata dell'acqua minuto dopo minuto. Guardate il documento video fino alla fine.

Quello che mi viene da pensare è: come si fa a rialzare la testa dopo una distruzione di tale portata? Da dove si inizia a ricostruire quando non si vede neppure più il terreno dove sorgevano i paesi? Dove si accatastano decine e decine di tonnellate di detriti?
Ecco alcuni scatti proprio della prefettura di Kesennuma City, la stessa vista nei due video qui sopra.

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Lo sciame sismico registrato in questi ultimi giorni a partire dalla grande scossa dell'11 marzo.

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Vi ricordo che è stata pubblicata una compilation su Itunes acquistabile visitando questa pagina. 38 brani a 9,99 euro che andranno ad aiutare la popolazione giapponese colpita dal terremoto.

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L'album è attualmente al secondo posto su itunes. Qui invece, potete fare delle offerte sempre attraverso iTunes.

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Un'onda di troppo

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Chissà cosa contenevano questi container, e chissà quelli finiti in mare che fine hanno fatto. Magari erano pieni di mac ancora imballati.

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28 marzo 2011

Contatto con iPad 2 e con Hollister

Buongiorno gente! Qui nelle lande dolomitiche il tempo è grigio e svogliato. Stamattina na' faticaccia alzarsi dal letto! Col cambio di fuso orario e nonostante sia andato a letto alle 22.30, è stata dura. In effetti eran pure sempre le 6 di mattina del vecchio orario... Ieri, approfittando dell'uggiosa giornata, mi sono sparato due ore e mezzo di viaggio per andare a fare un po' di compere all'Orio Center, vicino all'aeroporto di Bergamo. Immerso in decine di negozi che non ho mai la possibilità di frequentare, mi sono sbizzarrito in ore e ore di incursioni e perlustrazioni varie. Naturalmente non poteva mancare una visita approfondita a quello che, ad oggi, è l'Applestore più vicino a me.

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Inaugurato il 25 settembre 2010, il punto vendita Apple era molto ben frequentato da curiosi di ogni tipo, ansiosi di avvicinare la star del momento, iPad 2.

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Ed eccolo nelle mie mani. Uscito solo due giorni fa e subito assaltato in tutti i punti vendita. Una veloce chiacchierata con i commessi Apple, mi ha fatto accertare che in questo momento all'Applestore Orio Center non c'è nessun iPad 2 disponibile, non sono ordinabili e non si sa quando arriveranno altre scorte. Ho chiesto a che ora erano andati esauriti gli iPad 2 venerdi 25, il giorno del lancio, ma come è solito fare in casa Apple, bocche cucitissime.

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Il dispositivo è eccezionalmente veloce, leggero, e... affascinante. La sua facilità intrinseca di utilizzo lo rende un gingillo tecnologico molto cool, più di portatili e computer vari. Questa è la sensazione stando all'interno dell'Applestore e osservando gli utenti girovagare tra i tavoli dove avviene una cosa difficilmente replicabile: la presenza simultanea di tutti i prodotti Apple, con pari visibilità ed esposizione. In questo frangente ci si accorge dell'attrazione che esercita iPad.

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Ho notato un grande affollamento e interesse per l'iPad in versione bianca.

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Ieri sono entrato di decine e decine di negozi, ma questo che vedete qui sotto, ha subito attratto la mia attenzione ancora prima di varcarne la soglia. Probabilmente molti di voi hanno già intuito di cosa sto per parlarvi, ma per me era ed è una novità assoluta. Sapete com'è, abitando sui monti... :-)

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Ecco il punto vendita. Vi sembra un negozio normale? Ed in effetti non lo è. Da fuori si intravede poco e niente. Non ci sono insegne ne vetrine con merce in esposizione. Tra le finestre si percepisce un ambiente illuminato ben poco e si sente musica abbastanza altina. Si tratta di uno dei tre punti vendita italiani Hollister Co, marchio che fa parte della famiglia Abercrombie & Fitch.

Hollister

Spiego un po' meglio citando Wikipedia:

Hollister Co. è un marchio di moda appartenente ad Abercrombie & Fitch, inizialmente indirizzato alla categoria 14-18 anni. Il marchio si ispira all'ambiente della California del sud ed in particolare alla figura dei surfisti.

Il primo negozio Hollister è stato aperto nel luglio 2000, a Columbus in Ohio. Nonostante Hollister abbia aperto nel 2000, molti capi di abbigliamento venduti recano la scritta since 1922 (dal 1922), basandosi su una storia del marchio inventata. I negozi Hollister si caratterizzano per la particolare facciata, costruita simile a quella delle capanne californiane.

Il 25 ottobre 2008 è stato aperto a Londra il primo negozio al di fuori degli Stati Uniti e del Canada. In Italia sono presenti tre store: il primo è stato aperto a Roma, nel centro commerciale Romaest, a dicembre 2009; il secondo a Orio al Serio in provincia di Bergamo, nel centro commerciale Oriocenter e il terzo a Carugate, nel centro commerciale Carosello, entrambi aperti a dicembre 2010.

Ma guarda un po' te il caso: tre aperture italiane in tre centri commerciali dove sono presenti altrettanti Applestore. 
Comunque lo stile Abercrombie si vede nettamente una volta varcata la soglia del negozio. Un tipo in infradito fa entrare poche persone alla volta per evitare sovraffollamenti. Una volta entrati, quello che colpisce è l'ambiente, estremamente americano, con luci spot soffuse, tavole da surf ovunque, un profumo nell'aria tipico dei punti vendita Abercrombie, videowall che mostrano ambienti californiani. I prezzi sembrano abbordabili e lo stile è carino. Ecco alcuni esempi tratti dal sito ufficiale Hollister Co.

DUDES

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BETTYS
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Dopo un veloce giro di perlustrazione, sono uscito a mani vuote. L'idea di comprarmi una camiciola californiana e tornarmene su a 1000 metri d'altezza con 8 gradi e una primavera appena iniziata, non mi allettava molto. Poi sinceramente preferisco la linea Abercrombie, più metropolitana e versatile.