03 settembre 2013

La montagna che uccide

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Come dico spesso a chi mi chiede se non abbia paura ad andare da solo in escursione, la montagna va temuta e rispettata. E' fondamentale conoscere i propri limiti, sia fisici che psicologici e non andare mai oltre. Bisogna avere il coraggio e la saggezza di tornare indietro se non ce la si fa, o di rinunciare ad una determinata meta se le condizioni meteo cambiano. L'estate che si sta concludendo ha visto diversi episodi di cronaca nera sulle cime dolomitiche, tra cui ricordo un escursionista sul Cardinal, proprio dietro casa mia, la sciagura del piper schiantato alla base della Marmolada (proprio nella zona che si vede nella foto qui sopra), e altre sparse un po' in tutto il territorio dolomitico. Anche ieri tre alpinisti sono morti sul Sassolungo durante un'ascensione complicata. Erano tedeschi, forse un po' in là con l'età ed erano legati assieme. Io non ho mai fatto alpinismo ma non riesco a capire come possa quello essere il sistema più sicuro per salire in parete: legati l'un l'altro con una fune. E' normale che se uno dei tre perde l'appiglio, gli altri faranno la sua stessa fine. E' così nel 70% delle volte. Io non affiderei mai la mia vita nelle mani di un altro in situazioni come queste. O te la cavi da solo, o stai a casa. Personalmente mi limito ai sentieri, qualche volta alle ferrate. Il resto lo lascio fare agli altri. Certe cose devi sentirtele dentro. 

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3 commenti:

Alessandro Chemello ha detto...

Scusami ma non condivido molto la tua frase "Io non affiderei mai la mia vita nelle mani di un altro in situazioni come queste."
Per arrampicare è ovvio che ci si affida ai tuoi compagni di cordata.
Ma anche quando sali in macchina con un amico affidi la tua vita alla sua guida !!!
E per fortuna è un amico ... quando sali in corriera affidi la tua vita ad uno sconosciuto autista.
Quello che voglio dire è che condivido che alle volte "ce le si cerca" osando oltre le proprie capacità e conoscenze ... ma il più delle volte è il fato che decide questi incidenti.
Purtroppo succede invece che vengono strumentalizzando condannando la montagna.
Non va condannata la montagna ma a mio parere nemmeno chi ci và ... si muore anche cadendo dalle scale di casa ...

Marco V ha detto...

Hai notato che spesso sono proprio i + bravi a fare le cavolate? Forse si sentono dentro troppo.

Anonimo ha detto...

Ogni persona che va in montagna deve capire quale sia la sua dimensione...ed assoggettarsi a questa...La montagna può essere madre e matrigna.Io penso una cosa che non mi stancherò mai di ripetere: Le ossa antiche della terra vanno camminate con rispetto ed umiltà...la montagna esige fatica e prudenza,sono tributi che le spettano per diritto,se noi sapremo donarglieli allora ci regalerà tutta la meraviglia di cui è capace...ma se glieli negheremo non ci farà fare molta strada.E' lei e lei sola che decide se farci salire o farci sentire stanchi a pochi metri dalla meta a seconda di quanto noi saremo in sintonia con essa...Siate prudenti...e buona Montagna a tutti,Silvia!

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