18 settembre 2009

Grazia Neri chiude

Magari ai più questo nome non dice nulla. In realtà Grazia Neri non è un negozio di parrucchiera, ne il chioschetto dei panini in zona San Siro. Grazia Neri, per me art director che muoveva i suoi primi passi all'inizio degli anni 90 era una delle più famose banche di immagini di Milano. Ti serviva la foto di una ragazza in bicicletta? Prendervi il telefono, chiamavi e ti passavano una delle ragazze a cui dovevi descrivere che tipo di immagine cercavi. In agenzia spesso c'erano i cataloghi cartacei con centinaia di pagine e si faceva riferimento a quelli. Dopo 30 minuti, arrivava il pony in motorino con la busta piena di diapositive da visionare. Sceglievi la foto che ti andava bene e chiamavi per fissare il prezzo che variava molto a seconda dell'utilizzo che se ne faceva: Copertina di un folder pubblicitario, 20.000 copie? 700 mila lire. Affissione stradale 6x3? un milone e mezzo di lire. Ecc... Bene, questa agenzia ora chiude, dopo aver sofferto molto nell'ultimo anno a causa della crisi ma anche del sempre più pazzo mondo delle foto digitali che ormai costano un eresia. Migliaia di fotografi improvvisati che pur di vedere una loro immagine pubblicata, la vendono ad un euro. Così queste agenzie moriranno tutte. Ed è un peccato perchè dietro a qesti grandi nomi, Marka, Laura Ronchi, Granata, Grazia Neri, ICP, Getty Images e un sacco d'altre, un sacco di persone hanno costruito le loro carriere. Grazia Neri per esempio ha al suo interno un molti fotografi che fanno reportage. E ora dovranno cercare altri lidi. Pin It

14 commenti:

Khassad ha detto...

Eh si, è una fenomeno che prima o poi capita un po' in tutti i campi. Segmenti di mercato che prima erano solo per pochi, all'improvviso vengono letteralmente invasi, solitamente grazie al progresso e alla tecnologia che rendono molto semplice l'ingresso.

Io penso all'elettronica (mio campo di lavoro), al giorno d'oggi è ormai naturale considerare che provenga da oriente, ma c'era un tempo in cui anche l'italia diceva la sua.

Che dire, mi spiace molto per le professionalità che vengono mortificate. Ma la società e il mercato cambiano, e l'unico modo di sopravvivere è tenersi al passo coi tempi, reinventarsi, investire in idee nuove.

Anonimo ha detto...

Esatto, hai ragione.
A me personalmente non dispiace poi tanto, da giovane fotografo che chiedeva info e consigli, venni trattato con sufficienza, non vollero neppure vedere un mio portfolio dove tra l'altro avevo delle immagini interessanti che vendetti in seguito ad un'altra agenzia.

ilaria ha detto...

Aiuto forse dovremmo preoccuparci proprio delle persone che ragionano come L'Anonimo qui sopra che è contento che delle persone perdano il posto di lavoro solo perché non hanno guardato le sue "interessanti" fotine. Chissà magari chiude pure quella che te le ha comprate.

CyberLuke ha detto...

@Ilaria: ma che c'entra?
Lui mica ha detto che è contento, ma che non gli dispiace poi tanto. Anche se per molti l'avvento della fotografia digitale (con le sue possibilità infinite di postproduzione) e della banda larga ha significato perdita di guadagni, non significa che per tanti altri oggi vuol dire avere una possibilità di emergere.
Detto questo, che si stia assistendo a una corsa al ribasso del tutto deleteria per i costi fotografici (per non parlare di quelli grafici, gaurda i siti che offrono un logo a 150 euro o un sito a 100 euro) è un dato di fatto, e lo svilimento della professione è bell'e fatto.

Carlo ha detto...

Esattamente,la corsa al ribasso esiste in tutti i campi, non si puo' fare niente se non avere maggiore creatività; certamente mi dispiace per tutti quelli che hanno perso il posto di lavoro, il mio commento voleva comunque solo esternare un mio pensiero. E comunque agenzie cosi' grosse non falliscono per caso, ci sono interessi grossi in ballo, la famiglia avrà fatto i suoi conti e avrà preferito vendere a un buon prezzo il suo archivio di immagini e indirizzare le sue energie in altre direzioni, magari sempre nello stesso settore.
Mi ero firmato anonimo per sbaglio, sono Carlo e vi saluto.

Emanuele ha detto...

Giusto per la cronaca, ecco dov'è finito l'archivio Grazia Neri (link qua sotto) che non è stato assolutamente venduto ma donato al Museo della Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.
Le fotografie in realtà non sono mai state di proprietà diretta dell'Agenzia e quindi sono state date al museo solo quelle dei fotografi che hanno dato il loro assenso.
Non entro nel merito degli interessi o meno della famiglia, certo è che per la signora Grazia Neri (che non era più alla guida dell'Agenzia da Gennaio di quest'anno) è sicuramente un duro colpo.
Per quanto riguarda l'essere trattati più o meno con sufficienza questo è dipeso sicuramente dall'enorme mole di fotografi che ogni giorno si propongono all'Agenzia con conseguente mole di materiale da visionare che si va ad aggiungere a quello proveniente dalle agenzie e fotografi già rappresentati.
L'Agenzia Grazia Neri ha comunque sempre cercato di trovare spazio per esaminare tutto ciò che arrivava in redazione (il materiale inviato passava comunque sotto gli occhi di Grazia e Michele Neri)e di dare una risposta a tutti.
D'altro canto è stata un'importante fucina che ha dato l'opportunità di esprimersi (e di formarsi) a giovani fotografi italiani che hanno ricevuto riconoscimenti a livello internazionale.
Ora stiamo tutti in curiosa attesa di scoprire cosa sarà realmente del marchio Grazia Neri Srl a liquidazione conclusa..i dipendenti che hanno già perso o stanno per perdere il lavoro sono una trentina ai quali vanno aggiunti una decina di venditori.
Comunque la chiusura di un'agenzia in grado di mettere in contatto un giovane fotografo italiano con un'agenzia come VII è indubbiamente una perdita per tutti.
mh..un po' lungo ma spero esauriente.

http://www.exibart.com/notizia.asp?idnotizia=27006

mary ha detto...

Sono molto dispiaciuta, non si ha nemmeno idea di quante persone abbiano girato intorno a questa agenzia, quante possibilità siano state date. La signora GRAZIA NERI ha sempre avuto tempo per tutti. Credo che in Italia non ci sarà mai più un punto di riferimento così.

Anonimo ha detto...

Quando ci furono grosse major dei media e della comunicazione che proposero alla massa di inviare fotografie di eventi gratis alcuni fotoamatori in rete, denunciarono il pericolo e cercarono di fare appelli in questo senso. Quale fu il risultato? Furono lasciati soli, il loro appello fu lasciato cadere nel buio della rete. In apparenza queste grosse realtà li ignorarono: cosa volete che conti l'allarme di qualche fotoamatore? Noi (le grosse agenzie) siamo LA FOTOGRAFIA. Ed ora? Tocca a loro.
Visa pour l'image ha aperto questo festival con un appello che recita suppergiu' cosi': il fotogiornalismo muore, facciamo qualcosa. Ora lo dicono loro e bisogna dare loro ascolto? Quando lo diceva il piccolo fotoamatore questo non contava? C'è la crisi, ma questa crisi è ancora più grave perchè è infarcita di molta ipocrisia qui l'analisi si farebbe lunga.
Non sono contento della chiusura di questa mitica agenzia perchè è ancora la fotografia che muore: ma allo stesso tempo è anche giusto dire che ipocritamente e diplomaticamente la grandi agenzie di fotografia hanno taciuto agli allarmi lanciati in rete dai fotoamatori eppure ne avevano più degli altri gli strumenti per capire.

Momo ha detto...

Vedo che questo argomento sta attirando esperti del settore, fotografi, gente che ha toccato con mano ciò di cui ho parlato nel mio post. Vi leggo con molta curiosità e sono felice di aver scritto questo post, non foss'altro che per far parlare di un problema più diffuso di quello che pensassi: lo smercio dell'immagine digitale.

Anonimo ha detto...

devo dire che sono contento.
Mi dispaice per tutti quelli che ci lavorano dentro e tutti i fotografi che dovranno penare le pene dell'inferno per vidersi ritornato il proprio archivio. E non è detto che tutto ritorni!!
L'arroganza di Grazia Neri è finalmente finita. Di certo se chiude non rimarrà povera.
Posso solo dire che la fotografia italiana non è certo cresciuta grazie ad agenzie come queste,da sempre basate sul profitto,possibilmente venedendo materiale estero.
in poche parole : ERA ORA!!

Anonimo ha detto...

ci penserà l'altro squalo della fotografia italiano....CONTRASTO
a prendere tutto a metà prezzo.
Che squallore che è la fotografia italiana.

Tante piccole agenzie che non contanulla nulla e poche grandi agenzie succursali da sempre di agenzie estere . Da sempre non da quando ci sono getty e corbis!

Anonimo ha detto...

Guardate che l'altro squalo della fotografia italiana non è contrasto....
Sta a Torino e segue una squadra che piace tanto tanto anche a Momo, ma non solo quello.
F.

francesca ha detto...

mi dispiace tantissimo per le persone che ci lavoravano compresa la signora grazia neri gentilissa nel donarmi preziosi consigli avendo visto il mio portfolio.

in bocca al povero lupo per tutto!

Anonimo ha detto...

Il mondo cambia, niente è eterno. Forse siamo sul baratro di una catastrofe oppure si volta pagina e da queste ceneri si faranno largo altri?? Chi può dirlo? Chi vivrà vedrà.

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