18 febbraio 2009

La prima serata del Festival in pillole

Ieri sera ho visto tutta la prima serata del Festival. Penso non mi capitasse da secoli. Emozionante vedere Mina, anche se solo per attimi sfuggevoli. Mi è rimasta impressa quella manina che saluta alla fine...
Poi Benigni... Quell'uomo è un portento, anche se a volte mi sembra un pochetto sopravvalutato. Fortissima la battuta su Mina, paragonata a Bin Laden per il fatto che non si fa più vedere ma manda solo video. Qui potete vedere la sua performance.
Dal punto di vista canoro mi ha sorpreso Marco Carta, che arrivato da un talent show come Amici è riuscito a fare una performance convincentissima, molto più di alcuni sui colleghi. Potete vederla qui.
E' risultata anche la canzone che più mi è piaciuta, carino anche il brano di Dolcenera , le solite parolacce di Masini, una prestazione non molto convincente di Leali, la canzone di Povia che io non ho trovato assolutamente irriverente nei confronti dei gay, e Katy Perry che è stata molto spiritosa.
Il video su YouTube non l'ho trovato ma potete vederla qui.
Era molto carina e pure con la febbre a 40°.
Ottimo anche Bonolis che sa sempre che fare in ogni momento. Con lui la tensione del Festival che attanaglia tutti i conduttori della kermesse, sparisce d'incanto. Incredibile.
Già segati ma con possibilità di ripescaggio sono: gli Afterhours, Tricarico e Iva Zanicchi.

EDIT: Mi spiace ma YouTube ha fatto piazza pulita di tutti i video sul Festival... Pin It

3 commenti:

gino ha detto...

ciao momo,
non ho visto tutto sanremo....ma Carta ha detto Fegiz ch ha stonato....o no?Mi son piaciuti i Gemelli Diversi!

Babi ha detto...

Seguo sempre il tuo blog, me l'ha fatto conoscere il mio ragazzo, ma finora non ero mai intervenuta con commenti.

Però, non ho potuto fare a meno di impugnare la tastiera leggendo questa tua frase:
"...la canzone di Povia che io non ho trovato assolutamente irriverente nei confronti dei gay".

Mi è dispiaciuto moltissimo leggerela.

Sai cosa c'è di irriverente?
Che la gente non trovi nulla di male in quelle parole terribili, nei gesti ridicoli e nei crescendo musicali che Povia fa.
Eppure io e moltissimi altri la vediamo la discriminazione.

Qualche esempio tra i molti?
La vedo nel verbo ERA, nel parlare assolutamente a sproposito di FREUD, nel parallelismo tra lui/tradimenti-turbamento e lei/verità-amore.
La vedo nella musica: il ritornello, che racconta quello che per Povia è l'happy ending, è coronato da archi e violini entusiasti.
E poi. L'educazione quindi influenza l'identità sessuale?
Questa è ignoranza.

Una canzone del genere meriterebbe dei fischi e la gogna.
E che l'Italia non se ne renda conto è ancora più terribile.
E' facile applaudire la lettera di Wilde recitata da Benigni. Ma bisognerebbe riuscire ad andare di poco oltre il proprio naso per accorgersi di quanto una canzone del genere meriti solo un'esclamazione: che schifo!

Momo ha detto...

Babi, benvenuta come commentatrice in Squarciomomo!
Io ho sentito, come tutti, la canzone di Povia solo una volta ieri sera. Ho ascoltato molto bene il testo della canzone e ti ripeto che non ho trovato nulla per cui i gay possano sentirsi offesi. Un ragazzo scopre l'amore avvicinandosi ad una figura maschile carismatica e sensuale forse spinto dal comportamento ossessivo della madre, quindi probabilmente un percorso PER LUI sbagliato o perlomeno forzato. Ma poi ecco la svolta: l'avvicinamento ad una ragazza e l'innamoramento. In questo Povia forse vede la "liberazione" se così vogliamo chiamarla. Liberazione da quello stato di forzatura sessuale in cui si era trovato. Vah che poteva benissimo essere esattamente il contrario.
Poi se usiamo il buon senso, perchè Povia avrebbe dovuto andare al Festival, una manifestazione popolarissima e decisamente familiare, ad insultare gratuitamente i gay? Poi può essere che mi sbagli e che lui in effetti sia uno stronzone gigante, ma a me non ha dato questa impressione.

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